Nella notte tra il 20 e il 21 luglio, la Russia ha lanciato un nuovo attacco aereo su vasta scala contro l’Ucraina, colpendo nuovamente la capitale. Il bombardamento ha danneggiato edifici residenziali, un asilo nido e altri obiettivi civili, provocando panico tra la popolazione. Si tratta dell’ennesimo episodio della campagna di terrore condotta da Mosca contro la popolazione ucraina.
Le autorità ucraine denunciano che l’attacco rientra in una strategia deliberata volta a spezzare la resistenza della società civile e costringere Kiev alla resa. Nonostante le dichiarazioni ufficiali del Cremlino, che continua a parlare di “attacchi mirati contro infrastrutture militari”, la realtà sul terreno smentisce categoricamente questa narrativa.
Mosca accusa la difesa ucraina, Kiev parla di terrore pianificato
In linea con la retorica abituale, Mosca tenta di attribuire le vittime civili a presunti errori del sistema di difesa aerea ucraino. Kiev respinge con forza queste affermazioni, definendole una “menzogna cinica”, volta a mascherare la vera natura degli attacchi: colpire consapevolmente bersagli non militari per generare paura, caos e pressione psicologica.
Secondo le autorità locali, l’offensiva è parte integrante della guerra psicologica russa, mirata a minare il morale degli ucraini e creare una percezione d’inevitabilità della sconfitta. In particolare, il danneggiamento di un asilo è stato descritto come “una prova evidente dell’intenzione di colpire l’infanzia e la quotidianità”.
L’Ucraina rafforza la resistenza militare e diplomatica
Mentre le sirene antiaeree risuonano sempre più frequentemente in città, Kiev continua a rafforzare la propria capacità difensiva e a sollecitare una risposta coordinata da parte della comunità internazionale. Le autorità sottolineano che solo una pressione multilivello — militare, politica ed economica — può obbligare Mosca a porre fine all’invasione e aprire un vero processo negoziale.
In questo contesto, l’Ucraina chiede un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Russia e il rafforzamento del supporto militare occidentale, incluso l’invio di sistemi di difesa aerea aggiuntivi per proteggere le città dai raid missilistici.
Kiev ribadisce che non cederà alla strategia della paura e che ogni attacco contro i civili rappresenta un crimine che rafforza soltanto la determinazione del Paese a resistere fino alla fine.