“Regionali Veneto, Tossamai: ‘Vittoria possibile ora, sarebbe una svolta’”

21.07.2025 10:35
"Regionali Veneto, Tossamai: 'Vittoria possibile ora, sarebbe una svolta'"

Roma, 21 luglio 2025 – Giacomo Possamai, 35 anni, del Partito Democratico, ha conquistato il comune di Vicenza due anni fa battendo il sindaco uscente al ballottaggio. Come si può vincere in Veneto? Ecco la questione da esplorare., riporta Attuale.

(ride, ndr) “È importante sottolineare come vincere in una città sia un’impresa molto differente rispetto a prevalere alle elezioni regionali. In quest’ultime si vota per motivi politici, mentre nei comuni ha successo chi riesce a stabilire un contatto diretto con gli elettori”.

Detto ciò, proseguiamo.

“Il centrosinistra in Veneto deve assolutamente unire le forze, creando legami tra le varie realtà che si oppongono alla destra. Questo è stato decisivo sia a Vicenza che a Padova e Verona; se non fossimo riusciti a formare alleanze ampie e solide, non avremmo conseguito il successo”.

Ma se è così semplice, perché non vinci mai alle Regionali?

“Per anni ci siamo ostinatamente divisi o abbiamo concluso accordi in ritardo. Questa tornata elettorale, ad esempio, presenta già delle differenze”.

C’è un candidato: l’ex sindaco di Treviso, Giovanni Manildo.

“Questo è un aspetto nuovo e significativo, poiché per la prima volta in molti anni siamo arrivati avanti rispetto al centrodestra. Ora l’obiettivo è consolidare un’alleanza molto estesa per recuperare il terreno perduto”.

Che è considerevole: cinque anni fa Zaia ha ottenuto il 76,8% dei voti…

“È stata la più pesante sconfitta dai tempi della nascita delle Regioni. Tuttavia, è importante ricordare che il Veneto rappresenta per il centrosinistra ciò che l’Emilia Romagna è per la destra. Si tratta di una sfida difficile. È simile a una partita in cui il Vicenza gioca contro la Juventus”.

Se fosse l’allenatore della squadra?

“Dovresti prepararti al meglio, assicurarti che tutti i giocatori siano motivati e in forma eccellente, e scendere in campo per disputare la partita della vita. Senza uno di questi requisiti, non ci sarà gara”.

E se tutto va per il meglio?

“Rimane il fatto che potrebbe non bastare. Serve anche un aiuto da parte dei tuoi avversari…”

Certo, si stanno dando da fare.

“La questione del terzo mandato e i continui tira e molla riguardo Zaia, insieme al fatto che tre partiti aspirano a nominare il presidente… il clima è a nostro favore”.

Manildo appartiene al Pd e non è un candidato civico. È una svantaggio?

“Anche io sono del Pd e ho vinto contro un avversario che si proclamava civico e oggi è candidato con FdI. La verità è che la credibilità è ciò che conta più di tutto”.

E Manildo è credibile?

“È stato un buon sindaco, ha ricoperto il ruolo di scout, è stato negli alpini. Possono sembrare dettagli insignificanti, ma rappresentano i nostri valori locali, che qui hanno un grande peso. D’altra parte, per la prima volta la scelta del candidato viene fatta a Roma…”.

Pensa che la campagna elettorale sia iniziata bene?

“Ho apprezzato che Manildo sia partito dagli universitari, affrontando argomenti come i giovani e le problematiche abitative, due temi trascurati da Zaia”.

Sindaco, parliamoci chiaro: è difficile. Ma nel caso si verificasse?

“Sarebbe una vera rivoluzione per il Veneto, un chiaro segnale al governo e, in parte, anche al centrosinistra”.

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