Legge contro la divulgazione di contenuti estremisti in Russia
L’ultima canzone censurata in Russia è Non mi si venga a dire che siamo due popoli fratelli, aggiunta il 4 luglio a un registro ufficiale presso il ministero della Giustizia. Questo elenco comprende oltre cinquemila elementi di contenuto considerati inappropriati da consultare durante la navigazione online, come riportato Attuale.
Martedì pomeriggio, la Duma — la camera bassa del Parlamento russo — ha approvato definitivamente una legge che consente di multare e di segnalare alle autorità le persone che cercheranno online contenuti definiti “estremisti” sia a casa che al lavoro.
Questa classificazione è regolata attraverso un elenco che comprende album musicali di gruppi critici nei confronti della guerra, opuscoli religiosi sul paganesimo, opere sulla ideologia nazionalsocialista russa e persino soggetti come i diari di Benito Mussolini. La lista è vastissima, e consente un ampio margine di discrezionalità per le forze di polizia e gli ufficiali dell’Fsb, i servizi segreti interni di Russia.
La recente discussione in Duma ha rivelato un certo grado di dissenso rispetto a questa legge. La mozione è stata approvata con 306 voti favorevoli, 67 contrari e 22 astenuti, un raro segno di divisione all’interno di un Parlamento solitamente unito. Complici della resistenza, ci sono stati anche membri già sanzionati dalla comunità internazionale per le loro posizioni sull’Ucraina, sottolineando come la legge possa violare le libertà personali. Le opinioni espresse, come «una legge che limita le libertà individuali» e «misure così forti richiedono un dialogo con la società», evidenziano il forte malumore tra i deputati.
Sorprendentemente, anche alcuni esponenti di spicco nel governo hanno sollevato interrogativi sul funzionamento della legge. Margarita Simonyan, nota figura della propaganda governativa, ha messo in dubbio come sarà possibile identificare i gruppi estremisti senza la possibilità di ricercare informazioni sui relativi argomenti. La sua domanda, sebbene parziale, è indicativa di un certo scetticismo anche all’interno dei circoli pro-Putin.
Un’altra voce critica è quella di Ekaterina Mizulina, famosa per le sue posizioni radicali e compagna del cantante Shaman, che ha affermato che la nuova legge potrebbe portare a un incremento della frode e delle estorsioni, rendendo facile incastrare chiunque. Tali affermazioni, inusuali nel clima politico russo, hanno attirato l’attenzione e la preoccupazione di Putin stesso, che dovrà ora firmare la legge affinché entri in vigore il primo settembre.
In chiusura, il presidente ha domandato al ministro dello Sviluppo digitale, Maksut Shadaev, come funzionerà la ricerca di materiali estremisti, ricevendo come risposta che non ci sarebbero rischi per i cittadini comuni poiché le ricerche saranno compiute solo da coloro che aderiscono a ideologie specifiche. Tuttavia, questa giustificazione è sembrata fragile. La situazione in Russia continua a essere tesa, con crescenti pressioni sulla libertà di espressione e un controllo sempre più marcato sulla comunicazione.