Accordo UE-USA: Critiche dalla Francia
PARIGI – Il premier François Bayrou ha descritto l’intesa come «sottomissione», mentre il ministro per l’Europa, Benjamin Haddad, l’ha definita un «accordo squilibrato». Anche il presidente della Confindustria francese, Patrick Martin, ha criticato l’intesa UE-USA, etichettandola come «quasi un’umiliazione». Mettendo in evidenza le circostanze dell’incontro in Scozia tra Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e il presidente americano Donald Trump, ha osservato: «L’incontro si è svolto in una tenuta privata, tra due partite di golf. Per l’orgoglio europeo, è un’offesa».
Il Medef ha espresso una ferma opposizione ai dettagli dell’accordo, dichiarando che «è privo di reciprocità». Infatti, la Commissione Europea aveva pianificato azioni su 97 miliardi di euro di importazioni americane. Tuttavia, finora non sono state attivate misure anti-coercizione, che il diritto europeo consente. «È inammissibile che l’Europa non riesca a far valere i propri diritti quando ha gli strumenti per assumere una posizione più ferma».
Patrick Martin ha sollecitato la UE a «mostrare meno arrendevolezza nei negoziati» relativi ai settori senza dazi che devono ancora essere definiti.
Una nota scritta del Medef afferma: «L’Europa non può diventare la variabile di aggiustamento delle politiche commerciali americane e cinesi». L’intesa ha messo in luce le difficoltà dell’UE nel far valere la potenza della propria economia e l’importanza del mercato interno. Di conseguenza, la Confindustria francese ha invitato a seguire i suggerimenti dell’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, sull’innovazione e la competitività, e dell’ex primo ministro italiano Enrico Letta, sul mercato unico, mentre preme anche per «diversificare i nostri accordi commerciali con il resto del mondo».
Allo stesso modo, la Confederazione delle piccole e medie imprese (CPME) ha sollevato preoccupazioni, affermando che «il prezzo da pagare supera i limiti del ragionevole». Gli impatti negativi saranno significativi per l’economia francese. La CPME stima che l’introduzione di dazi doganali al 15% porterà a un incremento delle imposte doganali superiore a 1,8 miliardi di euro, su un fatturato totale quasi di 50 miliardi di euro delle aziende francesi verso gli Stati Uniti.
In sintesi, le critiche francesi all’intesa UE-USA evidenziano un disagio profondo rispetto all’approccio dell’Europa nella gestione delle relazioni commerciali internazionali, mettendo in luce la necessità di una strategia più assertiva nel campo della politica commerciale e dei diritti economici.
«Attuale» riporta Attuale.