West Nile: ottava vittima in Italia, 10mila infezioni segnalate

30.07.2025 16:55

Napoli, 30 luglio 2025 – Si aggrava ulteriormente la situazione legata al virus West Nile in Italia, il quale è trasmesso dalla puntura di zanzara. Recentemente, un uomo di 72 anni è deceduto a causa dell’infezione presso unospedale a Caserta. Questo rappresenta il quarto decesso avvenuto in Campania e l’ottavo in Italia. L’uomo, residente a Maddaloni, soffriva di altre patologie e presentava un quadro clinico complicato. Anche un’altra delle vittime in Campania proviene dalla stessa località.

Un altro paziente, sempre di 72 anni, è attualmente ricoverato in condizioni critiche a Oristano: si tratta del primo caso di contagio umano di West Nile accertato quest’anno in Sardegna. Questo individuo, con patologie preesistenti, ha mostrato i sintomi del virus, con l’infezione confermata dai test effettuati nel Laboratorio di analisi dell’Aou di Cagliari.

Due nuovi casi autoctoni di infezione da West Nile sono stati recentemente segnalati in Lombardia. Le pazienti sono due donne, una 38enne a Milano e una 66enne a Pavia, con solo quest’ultima attualmente sotto ricovero.

Al momento, in Italia, si stima che ci siano almeno 10mila infezioni da virus West Nile, la maggior parte delle quali asintomatiche. Questa previsione è stata formulata da Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’Irccs Ospedale Sacrocuore Don Calabria Negrar, sulla base dei decessi noti nel 2025. L’esperto avverte che le infezioni potrebbero aumentare, ma è complesso prevedere l’andamento, considerando che questo virus si presenta in modo imprevedibile, sia per quanto riguarda le persone colpite che per la sua evoluzione. Pertanto, è fondamentale mantenere attivi sorveglianza e monitoraggio: “Purtroppo, se gli infezioni cresceranno, aumenteranno inevitabilmente sia i casi gravi di neuro-encefalite che i decessi”.

Con il virus West Nile, spiega Gobbi, “si vedono generalmente solo i sintomi più gravi. Questo significa che, a fronte di circa 150 persone punto da zanzare infette, una sviluppa una meningo-encefalite grave, circa 30 prova sintomi simili a quelli influenzali e 120 rimangono completamente asintomatiche. La maggior parte degli infetti, quindi, non presenta sintomi significativi o ha forme lievi. Tuttavia, una piccola percentuale si confronta con meningo-encefalite e, di questi, circa il 10-15% può andare incontro a decesso. Quindi, il tasso di mortalità è di circa un decesso ogni 1000-1500 infetti.”

Attivazione della rete ospedaliera

Recentemente, la Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) ha attivato una rete di ospedali sentinella su tutto il territorio per supportare il monitoraggio della febbre West Nile. Questa iniziativa mirata è stata descritta come “un’azione concreta per garantire una sorveglianza precoce e coordinata dei casi e contribuire alla sicurezza dei cittadini, in collaborazione con le autorità sanitarie regionali e nazionali”, come affermato da Fiaso. Giovanni Migliore, presidente Fiaso, ha dichiarato che la rete è pronta a svolgere la sua parte. “Attraverso gli ospedali sentinella, stiamo mettendo in campo un’infrastruttura di monitoraggio affidabile e dettagliata, dimostrando la sua efficacia anche durante la pandemia di Covid-19. L’obiettivo è duplice: proteggere la popolazione con risposte rapide e supportare gli operatori sanitari con dati aggiornati.”

Fattori di rischio: cambiamenti climatici e movimenti internazionali

Negli ultimi anni, il panorama delle malattie infettive è cambiato rapidamente: l’estate non è più priva di rischi. I cambiamenti climatici, la diffusione di nuovi insetti vettori e l’aumento dei flussi turistici e migratori, insieme alla rapidità dei movimenti internazionali, favoriscono la comparsa di virus in territori prima ritenuti al sicuro. “Le zanzare che proliferano nei mesi estivi, in particolare in aree costiere o lacustri – sottolinea Silvio Tafuri, esperto di Fiaso – sono portatrici del virus West Nile e altre infezioni trasmesse da vettori, che in alcuni casi possono manifestarsi in forme clinicamente gravi, specialmente tra le persone vulnerabili.” Inoltre, in assenza di un sistema nazionale di allerta rapida, le aziende sanitarie sono fondamentali per la sorveglianza e l’identificazione tempestiva dei segnali di allerta.

Grazie ai servizi di pronto soccorso e ai laboratori clinici, gli ospedali sono essenziali per rilevare prontamente i casi sospetti. “Con questa iniziativa – conclude Migliore – Fiaso sottolinea l’importanza delle aziende sanitarie come strutture dinamiche e attive, capaci di affrontare le attuali sfide con organizzazione e velocità. Il sistema sanitario è attento e le istituzioni stanno lavorando per garantire prevenzione, trasparenza e sicurezza. La fiducia si costruisce così: cooperando e agendo in anticipo.”

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