Zanzare, guide per evitarne la proliferazione in casa

10.08.2025 07:57
Zanzare, guide per evitarne la proliferazione in casa

Bologna, 10 agosto 2025 – Tuttavia, la zanzara Culex, una specie autoctona e vettore del virus West Nile, ha mostrato un comportamento più allarmante?

“No, non è cambiata; ha sempre causato problemi. I primi casi risalgono al 2008, ma la situazione è divenuta critica a partire dal 2010, con la circolazione endemica del virus”, spiega l’esperto.

L’entomologo Claudio Venturelli è un grande conoscitore delle zanzare e si ispira al suo mentore, Giorgio Celli. Il suo libro del 2014, “Questione di Culex”, spiega con umorismo e scienza il problema degli insetti che infastidiscono le estati italiane.

L’identikit di questa zanzara autoctona?

“A differenza della zanzara tigre, la Culex depone le uova direttamente in acqua. Dopo pochi giorni, le uova schiudono e nascono le larve. Durante l’estate, le zanzare si sviluppano in circa una settimana. Sono attive principalmente di notte, diversamente dalla zanzara tigre, che è diurna. Per difenderci, è importante evitare che entrino in casa e utilizzare zanzariere. Se ci troviamo in aree a rischio durante la sera, è consigliabile indossare indumenti protettivi e utilizzare repellenti”, aggiunge l’esperto.

Con inverni più miti, siamo a rischio di allevarle in casa?

“Sì, perché la Culex sopravvive in forma adulta durante l’inverno. La sua vita normale è di quattro settimane, ma a ottobre o novembre entra in un letargo, sopravvivendo così fino alla primavera”, chiarisce l’entomologo.

Quindi non muore?

“Esatto. Se è infetta, potrà continuare a trasmettere il virus anche l’anno successivo, con un rischio maggiore rispetto alla zanzara tigre, la quale sverna solamente le uova. Questo spiega perché non ci sono circolazioni virali di Chikungunya, Dengue e Zika”, spiega Venturelli.

In altre parole, la zanzara Culex ha un notevole vantaggio.

“Anche se il virus stesso ha il sopravvento, poiché riesce a evolvere e a trovare modalità di sopravvivenza. Si adatta perfettamente al ciclo di vita del suo vettore e viene trasmesso principalmente durante la notte”, prosegue.

Comuni errori da evitare in giardino, ma in casa?

“Se lasciamo il water aperto con acqua stagnante, possiamo trovarci una colonia di zanzare. Tuttavia, se lo utilizziamo almeno una volta a settimana, non ci sarà alcun problema, in quanto non daranno il tempo di svilupparsi”, avverte l’entomologo.

Punti critici aggiuntivi?

“Le cantine sono a rischio poiché possono presentare pozzetti per la riproduzione delle zanzare. Alcuni non sanno che esiste una popolazione di Culex che si è adattata a vivere nei tunnel della metropolitana di Londra e ha quasi formato una specie a parte. Ho trovato zanzare Culex anche in asili italiani durante l’inverno”, racconta.

Com’è possibile?

“Ci siamo chiesti come fosse possibile. Poi abbiamo scoperto che sotto il pavimento c’era un vespaio per proteggere dall’umidità, ma un tubo rotto causava una perdita che portava all’accumulo di acqua. Così, le zanzare entravano e deponevano le uova, pungendo i bambini. È accaduto anche in alcuni ospedali”, prosegue.

C’è qualcosa di affascinante in queste zanzare?

“Ciò che mi sorprende di più è la loro capacità di completare il ciclo vitale a spese degli esseri umani che possono ucciderle. Le zanzare possiedono zampe dotate di un sistema ammortizzante chiamato pulvillo, che permette loro di posarsi senza farsi sentire. Riuscono a percepire il flusso sanguigno e il calore del corpo, quindi inseriscono il loro apparato buccale per succhiare il sangue, dopo aver iniettato una goccia di saliva”, espone Venturelli.

Un atto di prelievo perfetto.

“Sì, la saliva della zanzara ha proprietà anestetiche e anticoagulanti, che le consentono di trasmettere un eventuale virus. Se è infetta, la puntura può farci ammalare”, sottolinea l’esperto.

Lei si rifà a Giorgio Celli: cosa ci ha insegnato su questi insetti temibili?

“Celli ha inaugurato la lotta biologica contro le zanzare, un approccio innovativo prima della sua epoca. Ho iniziato a lavorare su questo tema nel 1986”, ricorda.

Quasi 40 anni fa, un’incredibile visione.

“Nonostante le difficoltà iniziali, la ricerca ha portato a risultati positivi. Abbiamo utilizzato il Bacillus thuringiensis israelensis, un batterio isolato nel deserto israeliano, per sviluppare metodi biologici efficaci contro le larve delle zanzare. Oggi, la biofabbrica creatasi a Cesena continua a operare”, conclude.

Oggi?

“Esiste ancora la biofabbrica e ho chiesto che venga intitolata a Giorgio Celli una strada nella zona. Era un suo desiderio e quel posto deve essere il suo più grande tributo”, afferma.

Quarant’anni fa il fenomeno non era esploso. Cosa diceva Celli?

“Celli sosteneva che bisognasse comprendere a fondo la biologia delle zanzare e il loro comportamento. Era determinato a colpire con precisione, piuttosto che utilizzare insetticidi in modo indiscriminato”, conclude Venturelli.

1 Comment

  1. Ma dai, ci risiamo con queste zanzare! Sembra che la Culex si stia adattando sempre di più. Non basta chiudere le finestre: dobbiamo stare attenti anche ai pozzetti e a dove lasciamo l’acqua. Una piaga estiva che non ci lascia mai in pace… chi lo avrebbe mai detto che potessero riprodursi anche in metropolitana?!

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