Péter Magyar giura come primo ministro, la bandiera europea torna in Ungheria per la prima volta dal 2014

09.05.2026 17:35
Péter Magyar giura come primo ministro, la bandiera europea torna in Ungheria per la prima volta dal 2014

Ungheria: il nuovo primo ministro Magyar insediato con promesse di cambiamento

Per la prima volta dal 2014, la bandiera dell’Unione Europea sventola dalla facciata del parlamento ungherese, a seguito dell’insediamento di Péter Magyar come nuovo primo ministro, avvenuto sabato 9 maggio 2026, in un contesto di storiche elezioni che hanno visto la sua candidatura battere quella del controverso Viktor Orbán. Magyar ha esortato la popolazione a «scrivere la storia ungherese» parlando di «cambio di regime», riporta Attuale.

Il partito di Magyar, Tisza, ha ottenuto una schiacciante vittoria alle recenti elezioni, conquistando 141 dei 199 seggi in parlamento, mentre Fidesz di Orbán ha subito una storica sconfitta, amplificata dal malcontento economico e dagli scandali di corruzione che hanno coinvolto il governo uscente.

Magyar, ex alleato di Orbán e politico conservatore, si è impegnato a ripristinare le garanzie democratiche minacciate dall’autoritarismo dell’ex premier, ricostruendo i legami con l’Unione Europea e avviando una lotta contro la corruzione. Tra i suoi primi atti simbolici, ha fatto tornare la bandiera europea nel parlamento, annunciando anche un governo con oltre un quarto di ministre donne, un record per il paese, e la nomina di un vicepresidente di etnia rom, una minoranza spesso marginalizzata in Ungheria.

In un contesto di euforia tra i sostenitori, Magyar dovrà ora affrontare la complessità della governabilità. Con una maggioranza di oltre due terzi, ha il potere di modificare la costituzione e superare ostacoli legislativi potenzialmente problematici. Un sondaggio recente indica che il 72% della popolazione crede nelle sue capacità di governo.

Tra le sue priorità, Magyar intende istituire un’autorità anticorruzione e rinvigorire i media, sostituendo i mezzi pubblici legati a Orbán con nuovi canali indipendenti. Parallelamente, è determinato a rimuovere chi considera «marionette di Orbán», un’operazione complessa considerata la presenza di fedeli al regime in posizioni chiave come la presidenza della Repubblica e l’ufficio del procuratore capo.

Il governo di Magyar si trova di fronte delle sfide significative: nonostante l’elevato sostegno popolare, il suo elettorato è composto da segmenti diversi, compresi conservatori delusi e progressisti. Le decisioni su temi cruciali come l’immigrazione e i diritti LGBT+ potrebbero rivelarsi divisive. Anche se ha promesso di mantenere politiche restrittive sull’immigrazione, circa la legislazione controversa che paragona l’omosessualità alla pedofilia, non ha ancora preso posizione, per evitare di alienare una parte del suo elettorato.

Magyar affronterà quindi un compito delicato: mantenere unita una base elettorale eterogenea mentre si prepara ad introdurre riforme significative in un clima politico complesso e sia applaudito che criticato.

1 Comment

  1. Finalmente un cambiamento in Ungheria! Speriamo che Magyar mantenga le promesse e inizi a sistemare le cose. La bandiera dell’UE è un segno positivo, ma sarà interessante vedere come gestisce i vari segmenti dell’elettorato… giusto un bel caos, sa? 🤔

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