Andrea Sempio e il presunto coinvolgimento di Sapone e Soldani nella corruzione a Garlasco

01.10.2026 03:45
Andrea Sempio e il presunto coinvolgimento di Sapone e Soldani nella corruzione a Garlasco

Garlasco (Pavia) – Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha rivelato durante una conversazione con il padre Giuseppe, avvenuta la sera dell’11 novembre, la sua preoccupazione riguardo a potenziali contatti tra Silvio Sapone e l’avvocato Federico Soldani. Questa conversazione è stata riportata nell’informativa dei carabinieri di Milano, inviata alla Procura di Pavia il 22 settembre, in relazione a “intercettazioni rilevanti” per la chiusura delle indagini, successivamente notificata lunedì con la discovery degli atti, riporta Attuale.

La vicenda

Questo caso è inserito nell’ambito dell’inchiesta per presunta corruzione volta a facilitare l’archiviazione del 2017, che il 17 settembre scorso è stata ri-trasmessa alla Procura di Pavia dal Tribunale di Brescia. Finora risulta indagato solo il padre di Sempio, ma ci sono sospetti di possibili coinvolgimenti di ex membri della polizia giudiziaria o avvocati, tutti già sentiti come persone informate sui fatti, ma non come indagati.

Il messaggio vocale

La mattina del 10 ottobre 2025, Andrea Sempio, in un messaggio vocale intercettato, ha spiegato di aver ricevuto una chiamata da qualcuno che si era presentato come appartenente alle forze dell’ordine, richiedendo di discutere del caso. Ha dichiarato di aver passato il numero all’avvocato Soldani senza ulteriori azioni. Nell’intercettazione, Sempio riflette sul fatto che Sapone fosse a conoscenza delle loro precedenti comunicazioni, ipotizzando che se Sapone avesse proposto qualcosa di illecito, questo non avrebbe dovuto essere noto a tutti.

I carabinieri hanno sintetizzato che Sempio giustifica la chiamata di Sapone segnalando che Spoto, un ex maresciallo della polizia giudiziaria, fosse al corrente della situazione. Sempio ha ulteriormente commentato che, probabilmente, la questione della corruzione non riguarderebbe figure di alto profilo come l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti, ma piuttosto potrebbe limitarsi a carabinieri coinvolti nel caso.

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