Cisgiordania: padre e figlio italiani arrestati ed espulsi. il più giovane: «Mi hanno menato»
Due attivisti italiani, Manuel e Alberto Tartarotti, sono stati arrestati dalla polizia israeliana a Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania, e successivamente espulsi. Nella tarda serata di ieri sono rientrati in Italia, riporta Attuale.
I due, di 35 e 67 anni, provenienti da Bolzano, erano presenti in Cisgiordania per motivi umanitari. Sono stati detenuti per oltre un giorno con l’accusa di terrorismo. Sami Huraini, membro del collettivo «Youth of Sumud», ha reso nota la notizia dell’arresto tramite un post su Facebook.
Manuel ha raccontato di essere stato bendato e caricato su un furgone militare, sottolineando di aver temuto per la sua sicurezza. “Non sapevo cosa sarebbe successo ed ho avuto paura”, ha dichiarato. Huraini ha anche spiegato che gli attivisti erano lì per documentare le violazioni dei diritti umani perpetrate dall’occupazione israeliana, inclusa la demolizione di case e l’estrazione illegale di risorse nella zona.
I media israeliani riportano che i due sono stati arrestati durante una raccolta di olive non autorizzata nelle vicinanze del villaggio di At-Tuwani, a Masafer Yatta. Un comunicato della polizia, pubblicato dal Times of Israel, conferma che i due attivisti stranieri sono stati espulsi e sottoposti a un divieto di ingresso in Israele.
Huraini ha sottolineato che Manuel e suo padre non sono i primi attivisti internazionali ad essere arrestati ed espulsi, lamentando che mentre gli attivisti subiscono queste misure, i coloni israeliani operano senza restrizioni, attaccando i palestinesi impunemente.
L’attivista ha esortato i governi occidentali a smettere di applicare una doppia misura, chiedendo che i coloni responsabili di tali crimini siano chiamati a rispondere. “Noi resteremo qui e continueremo a raccontare al mondo la nostra storia”, ha concluso Huraini, ringraziando coloro che hanno scelto di osservare e documentare le violazioni nei territori occupati.