Accordo raggiunto nel Campo largo

01.08.2025 07:05
Accordo raggiunto nel Campo largo

È da considerarsi conclusa la situazione? “Praticamente sì”, afferma un importante leader del partito Democratico. Stando a quanto dichiarato dal Nazareno, sembra che l’accordo per il campo largo sia stato praticamente ratificato per tutte le regioni in cui si vota. Tuttavia, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si è mostrato molto cauto, esprimendo alcune riserve in merito all’appoggio dato ieri all’ex sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci, che si candida nelle Marche contro il governatore di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli. Ma l’ex premier non può facilmente distaccarsi dagli obblighi della coalizione se desidera, come è suo forte intento, sfidare la segretaria del Pd Elly Schlein per la premiership, riporta Attuale.

Secondo le fonti parlamentari dem, il quadro appare “praticamente chiuso”. Il sostegno di Conte a Ricci, ottenuto dopo un incontro presso la Guardia di Finanza di Pesaro, è visto come la conferma ufficiale dell’accordo. “Non ci sono motivi per chiedere un passo indietro a Ricci”, ribadisce Conte, sottolineando che un simile passo avrebbe rappresentato un brutto precedente, generalizzando ingiustamente la situazione. Ringraziando il candidato, Conte esorta tutti a procedere uniti in tutte le regioni.

Tuttavia, Conte sembra aver già preannunciato delle avvertenze. È fondamentale per lui evidenziare le differenze all’interno del movimento, in particolare criticando lo sviluppo edilizio della giunta Sala a Milano e opponendosi, seppur inutilmente, a Eugenio Giani in Toscana, a causa dei precedenti contrasti con il Pd regionale e delle scarse percentuali di voto del movimento a livello locale, che si è comunque espresso contro l’alleanza con i democratici. Si tratta di due battaglie elettorali poco rilevanti ma strategicamente significative dal punto di vista comunicativo (a Milano) e politico (in Toscana).

Il leader pentastellato gestisce con accortezza le sue mosse, come ha sempre fatto. La richiesta di dimissioni per Sala, motivata da pratiche speculative piuttosto che da giustizialismo diretto, ha scarse possibilità di successo data la limitata rappresentanza del movimento, così come la riluttanza all’alleanza con Giani in Toscana, che non porterà cambiamenti reali nei risultati, tranne che nei talk show televisivi. È fondamentale sottolineare che l’appoggio a Ricci non ha alcun nesso con la candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico in Campania. “Se ci fosse una qualsiasi connessione tra Ricci e la candidatura che stiamo valutando in Campania,” afferma Conte, “significherebbe che il M5s sta mercanteggiando e che sarei un buffone”.

Questa affermazione, sebbene compiuta in tono ironico, ha un fondo di verità. Non perché riguardi la Campania in particolare, che è comunque una regione cruciale per l’accettazione della capacità di governo del movimento, ma per la sfida politica che dovrà essere combattuta contro il Pd nelle primarie. L’obiettivo non è necessariamente vincere per poi essere sconfitti da Giorgia Meloni, ma rimanere presenti come ex premier mentre gli altri leader cadono.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che aveva già concesso un sostegno significativo e perplesso a Schlein e Conte riguardo a Fico, ha tentato di rimettere in discussione la situazione a causa del caso Ricci. Tuttavia, il suo tentativo si è rivelato controproducente, rafforzando la posizione di Conte, Schlein e Fico. È probabile che anche in Campania la situazione si possa considerare chiusa. Inoltre, Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha dato il suo benestare: “Vediamo se Fico sarà il candidato in Campania. Se sarà così, nel quadro di un accordo, noi lo sosterremo, perché se c’è un accordo di coalizione, sosteniamo anche Fico, e se Fico riceve il supporto di De Luca, vincerà sureamente”.

Al di là delle sfide eroiche del Veneto, rappresentate dall’ex sindaco di Treviso Giovanni Manildo, c’è la questione della Puglia. L’ex sindaco di Bari ed europarlamentare Antonio Decaro appare scettico riguardo alle candidature dell’ex governatore Nichi Vendola in Avs e del governatore uscente Michele Emiliano nel Pd. Quest’ultima figura è quella che rappresenta il maggior ostacolo. È previsto che Emiliano trascorra un breve periodo come assessore sotto Decaro in vista di una candidatura al Senato nel 2027.

1 Comments

  1. In sintesi, il panorama politico attuale evidenzia un accordo sostanziale per il campo largo tra i partiti, nonostante le riserve espresse da Giuseppe Conte nei confronti di alcuni alleati, come Matteo Ricci. Mentre si delineano strategie e candidature in diverse regioni, le tensioni interne e le critiche esterne rimangono evidenti, con Conte che manovra con cautela per mantenere la coesione del Movimento 5 Stelle. La posizione di alleanze e sostenitori sembra stabilizzarsi, ma resta aperta la sfida per ottenere un consenso significativo, specialmente in vista delle prossime primarie e delle elezioni generali.

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