Uccide il figlio per salvare la nuora: la drammatica confessione del delitto

02.08.2025 16:35
Uccide il figlio per salvare la nuora: la drammatica confessione del delitto

Udine, 2 agosto 2025 – Durante l’udienza per la convalida dell’arresto, il legale di Mailyn Castro Monsalvo ha richiesto la custodia attenuata per madri con figli di meno di un anno. Secondo l’avvocato Federica Tosel, la donna colombiana di 30 anni, accusata dell’omicidio del compagno, Alessandro Venier, in concorso con la madre di lui, Lorena Venier, versa in condizioni psichiche critiche, motivo per cui ha fatto uso della “facoltà di non rispondere”, assistita da un’interprete, riporta Attuale.

Dall’altra parte, la Procura ha richiesto la custodia cautelare in carcere, contestando gravi reati, tra cui l’omicidio volontario premeditato, in concorso, aggravato dalla presenza di una minore (la figlia di sei mesi), oltre a vilipendio e occultamento del cadavere. Il gip ha rimandato la sua decisione.

Accusa di istigazione all’omicidio

Secondo l’accusa, sarebbe stata proprio Mailyn a convincere la suocera a commettere l’omicidio del 35enne, affermando: “L’unico modo per fermarlo è ucciderlo“. Pertanto, alla colombiana viene contestato anche il reato di istigazione all’omicidio. Entrambe avrebbero infine partecipato all’omicidio, mentre la madre sarebbe stata l’organizzatrice principale.

I dettagli del delitto

La ricostruzione dell’omicidio, fornita dalla madre, Lorena Venier, durante l’interrogatorio, ha rivelato una complessità sorprendente. Le due donne avrebbero prima stordito il 35enne con un farmaco ansiolitico mescolato in una limonata; successivamente, Lorena, che lavora come infermiera, gli avrebbe praticato un’iniezione di insulina per far sì che non si svegliasse. Non riuscendo a soffocarlo a mani nude, Mailyn avrebbe usato i lacci delle scarpe per strangolarlo. Una volta terminato il delitto, avrebbero proceduto a smembrarne il corpo con un’ascia. È emerso che la calce acquistata online per coprire il cadavere preannunciava la premeditazione del reato.

“Mailyn era in pericolo di vita”

La vita di Mailyn era in pericolo, non potevamo più attendere“, ha ribadito Lorena, descrivendo un’atmosfera di violenza domestica caratterizzata da gravi abusi. Ha anche aggiunto che la neonata non sarebbe mai stata toccata dall’uomo. La brutalità della situazione ha spinto le due donne a temere per la vita di Mailyn, considerando un imminente trasferimento in Colombia con Alessandro e la bambina, un cambiamento che sembrava depositare comunque insidie per lei.

Convalida degli arresti: decisione rinviata

All’uscita dall’udienza, l’avvocato della Venier, Giovanni De Nardo, ha accennato che il movente “può essere ricercato nelle dinamiche familiari, in quanto la madre era molto legata sia alla nuora che alla nipote”. Durante l’udienza, il difensore ha richiesto per Lorena il beneficio degli arresti domiciliari, sottolineando la confessione completa e dettagliata della sua cliente. Ha anche evidenziato che non c’era rischio di inquinamento delle prove né di fuga, poiché le due donne avevano avuto l’opportunità di nascondersi fin dal giorno dell’omicidio, ma avevano scelto di contattare le autorità solo più di una settimana dopo. Anche per Lorena, come per Mailyn Castro Monsalvo, il Gip ha rimandato la decisione.

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