Il ritorno di Almasri: Meloni definisce la decisione “assurda”

05.08.2025 06:45
Il ritorno di Almasri: Meloni definisce la decisione "assurda"

La Controversia sul Caso Almasri: Tra Politica e Giustizia

Aumentando ulteriormente le tensioni tra il governo e il sistema giudiziario, il generale libico Almasri è tornato al centro dell’attenzione, essendo stato accusato dalla Corte Penale Internazionale di gravi crimini. La sua liberazione da parte delle autorità italiane, avvenuta rapidamente dopo il suo arresto il 20 gennaio scorso, ha suscitato forti polemiche. Dopo essere stato rilasciato, Almasri è stato imbarcato su un volo dei servizi segreti italiani verso la Libia. Recentemente, la premier ha pubblicato un post sui social network rivelando la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La sua posizione è stata archiviata, nonostante fosse inclusa nel “quartetto” degli indagati, riporta Attuale.

Il gesto di Meloni ha colto di sorpresa anche il Viminale, poiché non era ancora giunto alcun documento ufficiale da parte del Tribunale dei ministri. Anche la Giunta per le autorizzazioni si è trovata in una situazione simile, suggerendo un clima di crescente tensione tra Palazzo Chigi e il potere giudiziario. Meloni ha espresso pubblicamente il suo disappunto nei confronti del Tribunale dei ministri, l’organo competente per i reati dei membri dell’esecutivo. Nel suo post, ha lanciato una vera e propria sfida: “Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo fughe di notizie inaccettabili. I giudici hanno archiviato la mia posizione, mentre dall’atto comprendo che si procederà contro i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano”. Questo ha riacceso le tensioni con i magistrati: “A differenza di alcuni miei predecessori, che si sono dissociati dai loro ministri in situazioni simili, io rivendico che questo Governo opera unitariamente sotto la mia direzione, e ogni decisione di tale rilevanza è condivisa. È quindi irragionevole chiedere che Piantedosi, Nordio e Mantovano vadano a giudizio, senza coinvolgere anche me”.

Inoltre, Meloni ha difeso strenuamente la gestione del caso Almasri, già oggetto di due distinte informative parlamentari e accesi confronti con le opposizioni. “Sottolineo che l’operato dell’intero Esecutivo è stato corretto, focalizzato esclusivamente sulla tutela della sicurezza nazionale – ha affermato – L’ho dichiarato pubblicamente non appena ho appreso della mia iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano durante il voto sull’autorizzazione a procedere”.

Adesso, l’attenzione si sposta in Parlamento, dove senatori e deputati, a seconda della loro appartenenza, dovranno esprimersi sull’autorizzazione a procedere richiesta dalla Procura. Le parole di Meloni hanno in effetti bloccato la situazione per Piantedosi, Nordio e Mantovano, dato che la premier ha deciso di esporre la propria “faccia” e la propria “reputazione” sul verdetto dei parlamentari, confermando anche la condivisione delle scelte, inclusa la scarcerazione di Almasri. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha inoltre espresso il suo sostegno, attaccando il M5s: “Alla faccia dei ‘non ricordo’ degli smemorati Conte e Toninelli riguardo agli sbarchi… Andiamo avanti a testa alta, non ci fermeranno”. Tuttavia, le opposizioni hanno una visione diametralmente opposta: “Ciò che è assurdo, presidente Meloni, è che abbiate liberato un criminale, un assassino e un trafficante di esseri umani”, ha affermato Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

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