Scandalo in Ungheria per la villa segreta di Orbán con zoo privato e palme

12.08.2025 16:30
Scandalo in Ungheria per la villa segreta di Orbán con zoo privato e palme
Scandalo in Ungheria per la villa segreta di Orbán con zoo privato e palme

In Ungheria è esplosa una polemica dopo che il deputato indipendente Ákos Hadházy ha pubblicato foto di un complesso in costruzione a Hatvanpuszta, attribuito alla famiglia del primo ministro Viktor Orbán, che include un giardino tropicale e uno zoo privato. Secondo il ministro capo di gabinetto Gergely Gulyás, si tratterebbe di una “fattoria” del padre di Orbán, ancora incompleta. Tuttavia, le immagini mostrano dettagli come vialetti riscaldati, un tunnel sotterraneo in mattoni e strutture di pregio che alimentano sospetti su una residenza di lusso.

Migliaia di curiosi per “visitare” Hatvanpuszta

Hadházy ha organizzato un’escursione pubblica alla tenuta, attirando migliaia di persone determinate a osservare la proprietà da vicino. Dai punti di osservazione esterni era possibile intravedere elementi come biblioteca, cappella, impianto solare, fontane, garage sotterraneo, laghetto e un’ampia area faunistica con zebre, antilopi e bufali. La scena, raccontano i media ungheresi, ricordava l’ingresso dei manifestanti nella residenza dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych dopo la sua fuga. La presenza di animali esotici ha attirato famiglie e curiosi, nonostante le recinzioni, la sorveglianza e le barriere mobili.

Dubbi sulla natura del progetto e certificazioni ufficiali

Mentre il governo insiste sul fatto che Hatvanpuszta sia una semplice azienda agricola, documenti acquisiti da Hadházy mostrano che per una delle strutture è stato richiesto un certificato energetico per uso residenziale. Alcuni edifici storici in stile neoclassico sarebbero stati demoliti per fare spazio alla nuova costruzione. La vicenda si inserisce in un contesto politico teso, con proteste diffuse contro leggi considerate repressive verso ONG, media indipendenti e comunità LGBT.

L’opposizione promette un’inchiesta patrimoniale

Péter Magyar, leader del partito d’opposizione Tisza e principale sfidante di Orbán alle prossime elezioni, ha annunciato che, in caso di vittoria, la Corte dei conti avvierà un’indagine sui beni accumulati negli ultimi vent’anni da membri ed ex membri del governo e dai loro familiari. L’inchiesta includerebbe anche la tenuta di Hatvanpuszta. Magyar ha sottolineato che l’Ufficio nazionale per la confisca dei beni potrà ottenere informazioni da enti autorizzativi, autorità di tutela dei beni culturali, investitori e operai coinvolti nei lavori.

Proteste e tensioni politiche in aumento

Negli ultimi mesi, in Ungheria si sono moltiplicate le manifestazioni contro le politiche di Orbán, dal divieto dei Pride LGBT alle modifiche costituzionali che limitano i diritti delle minoranze sessuali, fino al disegno di legge sulla “trasparenza della vita pubblica”, che consentirebbe di inserire in liste nere le organizzazioni con finanziamenti esteri, compresi fondi UE, qualora fossero ritenute una “minaccia” alla sovranità nazionale. L’opposizione teme che tali misure riducano ulteriormente lo spazio democratico nel Paese.

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