Gallyamov, ex speechwriter di Putin: «Trump è un’opportunità imperdibile per lui»

14.08.2025 08:15
Gallyamov, ex speechwriter di Putin: «Trump è un'opportunità imperdibile per lui»

«Le sorprenderò, ma per una volta non sono pessimista. Donald Trump ha la capacità di convincere Vladimir Putin. Con la sua miscela di minacce e lusinghe, tenterà di persuadere il presidente russo a “non deludere un amico” e a fermare in qualche modo la guerra. Potrebbe riuscirci». Attualmente, i giorni sono caratterizzati da un intenso lavoro per esperti e analisti che, negli ultimi quattro anni, sono stati intervistati e consultati. Le richieste di interviste aumentano, soprattutto dai media statunitensi, a testimonianza della frenesia estiva generata dall’incontro imminente in Alaska.

Abbas Gallyamov rientra tra coloro che sono stati costantemente a contatto con la realtà russa. A soli 53 anni, la sua storia personale si intreccia con quella del suo paese. Nelle prime fasi del 2000 è stato il portavoce del partito liberale “Unione delle forze di destra”, fondato da Gajdar, Nemtsov e Chubajs per opporsi all’emergente potere di Putin, ma che è svanito a causa di tradimenti interni. Dal 2008 al 2010 ha lavorato come speechwriter per Putin. Successivamente, è tornato in Bashkortostan, dove ha iniziato la sua carriera politica, per poi dissociarsi e impegnarsi in campagne elettorali per candidati democratici. All’inizio del 2022, dopo essere stato etichettato come agente straniero, ha scelto di emigrare in Israele.

Le sue osservazioni, spesso provocatorie, sono modellate sulle aspettative di un pubblico russo in diaspora che lo segue assiduamente sui social. In questo contesto, Gallyamov percepisce una potenziale svolta, seppur parziale. «Secondo me, il vertice di domani non porterà a un reale fermo dei combattimenti; piuttosto, si limiterà a una tregua aerea. Non so se interesserà la linea del fronte, ma è possibile che le due parti concordino di non attaccarsi reciprocamente nelle retrovie. Tuttavia, non credo che non ci saranno risultati. Un fallimento totale sarebbe inaccettabile per entrambi. Se, durante l’ultimo incontro tra Steve Witkoff e Putin, non ci fosse stato un accordo degno di essere confermato in questo incontro, non si sarebbero nemmeno incontrati.

Gallyamov critica anche l’idea che Putin possa essere considerato già un vincitore, indipendentemente dall’esito della guerra. «La situazione può essere riassunta con un modo di dire russo: la serata non è più languida. La Russia ha ancora delle riserve di resilienza, ma queste non sono più così forti. Se Trump inizia a premere seriamente, la Russia potrebbe trovarsi di fronte a una situazione simile a quella dell’Iran: un paese ricco di petrolio e gas, ma in deficit di elettricità. Putin non è ancora completamente accerchiato e può resistere, ma consapevole delle risorse economiche che stanno diminuendo. Trump, d’altro canto, mira a realizzare cambiamenti, partendo da una tregua nel cielo. Sta facendo pressione: accetti le mie condizioni o spiegami perché non puoi, e insieme troveremo una soluzione, poiché sono stanco di doverti sempre aiutare. Al di là della spettacolarità dell’incontro, non mi sembra che Putin disponga di grande forza nelle negoziazioni.

La posizione di Trump differisce radicalmente; può permettersi di dire una verità innegabile a Putin: “Ti offro opportunità straordinarie; nessun altro ti offrirà cose simili”. “Biden voleva portarvi in tribunale? Io, Trump, ti prometto diversi vantaggi: no all’ingresso dell’Ucraina nella NATO, riconoscimento della Crimea, controllo del Donbass, rimozione delle sanzioni e affari che farebbero bene alla Russia.” È chiaro che Putin sa che Trump può essere un interlocutore congeniale, ma potrebbe anche voler guadagnare tempo. Ora dovrà necessariamente cedere qualcosa. Almeno, potrebbe proporsi grandi progetti comuni, come la vendita di raffinerie o iniziative legate al gas, e ovviamente trovare un accordo sull’Ucraina. Per Putin, Trump rappresenta un’opportunità irripetibile, che non deve essere sprecata: altrimenti, la notte della Russia potrebbe farsi davvero oscura.

, riporta Attuale.

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