Londra rinuncia al piano per inviare 30.000 soldati in Ucraina

15.08.2025 15:00
Londra rinuncia al piano per inviare 30.000 soldati in Ucraina
Londra rinuncia al piano per inviare 30.000 soldati in Ucraina

Il governo britannico ha abbandonato l’ipotesi di dispiegare un contingente di 30.000 uomini in Ucraina per proteggere città e porti, optando per una missione più contenuta e mirata. L’annuncio è arrivato il 13 agosto 2025, dopo una riunione virtuale tra il premier Keir Starmer, il presidente Donald Trump e i leader dell’Unione Europea. Secondo quanto riportato da The Times, Londra propone ora un piano che prevede il pattugliamento dello spazio aereo sopra le regioni occidentali ucraine, l’addestramento delle forze armate di Kyiv e lo sminamento del Mar Nero.

Una “coalizione dei volenterosi” con obiettivi rivisti

La nuova strategia si inserisce nel quadro del progetto europeo di una “coalizione dei volenterosi” da dispiegare in Ucraina solo dopo un accordo di cessate il fuoco. Francia e Regno Unito sono stati i principali promotori di questa iniziativa fin dalla fine del 2024, con l’obiettivo di creare un sistema di sicurezza in grado di dissuadere Mosca da nuove aggressioni. Tuttavia, la freddezza di Washington verso l’idea di fornire garanzie formali a tali forze ha ridotto l’interesse di molte capitali europee, preoccupate per il rischio di escalation.

Ruolo incerto degli Stati Uniti e pressioni diplomatiche

Durante il vertice virtuale, Trump ha espresso la disponibilità degli Stati Uniti a concedere garanzie di sicurezza all’Ucraina, ma solo a determinate condizioni. Ha escluso l’invio diretto di truppe o armi statunitensi, preferendo vendere equipaggiamento militare ai partner europei. La posizione americana resta cruciale: con il sostegno di Washington, più Paesi europei potrebbero essere disposti a partecipare a un contingente di “forze di deterrenza” con un mandato operativo chiaro, pronto a intervenire in caso di violazioni dell’accordo di pace.

Sicurezza condivisa e alternative di supporto militare

Londra e altri governi europei insistono sulla necessità di garantire una presenza militare credibile in Ucraina, capace non solo di monitorare il cessate il fuoco ma anche di rispondere insieme alle forze ucraine a eventuali offensive russe. I leader europei sono chiamati a convincere le opinioni pubbliche che investire nella sicurezza di Kyiv significa proteggere anche la propria. Tra le opzioni sul tavolo figurano il finanziamento di unità di legionari stranieri – tra cui ex piloti e operatori di sistemi missilistici – per rafforzare le capacità difensive ucraine senza impiegare direttamente truppe nazionali.

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