Roma, 19 agosto 2025 – Inevitabile crescita della polemica all’interno della maggioranza di governo dopo la decisione del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di azzerare la commissione vaccini appena 10 giorni dopo la nomina. La revoca è avvenuta in seguito alle proteste, non solo dell’opposizione, per la presenza nella commissione di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, i quali avevano criticato in passato le politiche vaccinali. Tutto ora verrà rinviato a settembre, riporta Attuale.
Salvini: “Qualcosa al ministero non funziona”
“Non è scientificamente corretto azzerare chi non la pensa come il mainstream all’interno di un comitato consultivo di 20 persone. Il ministro ha deciso, prima ha nominato la Commissione e poi se l’è auto azzerata”. Così si è espresso il vicepremier e ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini, riguardo all’annullamento della commissione vaccini da parte del ministro Schillaci. “Al ministero c’è qualcosa che non funziona, perché o si è distratto prima o dopo, visto che ha firmato lui e li ha rimossi lui”, ha aggiunto. Salvini ha definito l’azzeramento della Commissione un pessimo segnale dal punto di vista scientifico e culturale. “Ho letto le interviste di questi due medici, non si definiscono no vax, e hanno sollevato dubbi condivisi da milioni di italiani e migliaia di medici”, ha sottolineato il vicepremier.
Lollobrigida: “Lasciare spazio a tesi diverse è la strada maestra”
In un’intervista a Il Foglio, il ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, ha criticato la revoca del ministro Schillaci. “Gli organismi plurali servono a contenere idee differenti; la storia dimostra che non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto. Lasciare spazio a tesi diverse è fondamentale. Ho letto che il ministro Schillaci gode di consenso anche tra le opposizioni”, ha commentato Lollobrigida.
La nomina e il passo indietro
Il 6 agosto, il Ministro Schillaci aveva firmato un decreto per istituire il nuovo Nitag, un organismo indipendente per supportare il Ministero della Salute nella formulazione di raccomandazioni “evidence-based” sulle vaccinazioni. Tuttavia, la selezione dei membri ha sollevato polemiche, soprattutto dopo le affermazioni del responsabile della Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, secondo cui erano presenti membri che avevano espresso posizioni non coerenti con le evidenze scientifiche sui vaccini. Il presidente della Società Italiana d’Igiene, Enrico Di Rosa, ha anch’esso espresso preoccupazione per la nomina di due esponenti legati a posizioni antiscientifiche. Seguita da un petizione online promossa dal Patto Trasversale per la Scienza, ha raccolto oltre 30mila firme in breve tempo.
Bassetti minacciato di morte
Infine, Matteo Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha dichiarato di aver ricevuto minacce di morte per la sua opposizione agli specialisti del Nitag. “Siamo oltre la follia; non sono sorpreso, è già successo quattro anni fa e accade quando la politica infiamma il dibattito scientifico invadendo il campo degli esperti”, ha dichiarato Bassetti. “A pagare le conseguenze siamo noi medici e scienziati che difendiamo i vaccini dagli attacchi di chi non ha competenze in materia”, ha concluso.