Funerale di Pippo Baudo: la comunità di Militello in Val di Catania in lutto
Una comunità in lutto ha pianto “un amico, un familiare”. Militello in Val di Catania ieri si è stretta nel lutto cittadino proclamato dal suo sindaco. Duemila persone provenienti da ogni parte della Sicilia, ma non solo, hanno gremito la piazza Santa Maria della Stella per assistere al funerale del conduttore salutato in una chiesa piena in ogni angolo. In questa piccola cittadina Pippo Baudo era considerato uno di famiglia da tutti, come dalle migliaia di persone che si sono recate nella camera ardente allestita a Roma. La salma, arrivata nella notte tra martedì e mercoledì, è stata accolta da decine e decine di persone, riporta Attuale.
Un legame forte tra un uomo e i suoi concittadini che si riconosce nelle parole del sindaco, Giovanni Burtone, per il quale Baudo è stato “l’Enrico Mattei della Rai”, ricordando la sua capacità innovativa e il suo impegno per lo sviluppo del Sud e l’integrazione del Mezzogiorno nel Paese attraverso la cultura. Baudo ha incarnato “un Mezzogiorno che non si deve mai rassegnare” – ha sottolineato Burtone – “che deve lottare, che deve aiutare le forze dell’ordine, contro la mafia, per lo sviluppo. Pippo era un siciliano, un uomo del Sud senza cappello in mano, ma consapevole del protagonismo che avrebbe dovuto avere la nostra terra”.
Tanti i rappresentanti delle istituzioni seduti in chiesa, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro Adolfo Urso, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il presidente dell’Assemblea siciliana Gaetano Galvagno e il governatore della Sicilia Renato Schifani che ha sottolineato come la Regione abbia “reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri. La nostra terra gli è profondamente grata e la presenza di migliaia di persone ai funerali è la più alta testimonianza dell’affetto e della stima che lo circondano”.
Di Baudo è stato ricordato il profilo dell’artista e soprattutto quello umano, con il suo senso grande di giustizia e le parole pronunciate contro la mafia, che per vendetta fece saltare in aria la sua villa ad Acireale. “Era un uomo che aveva la schiena dritta, la testa alta, e noi lo abbiamo considerato un nostro familiare” ha aggiunto Burtone, ricordando che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo avrebbe voluto accanto a sé quando il 7 gennaio scorso inaugurò un istituto scolastico a Militello.
La commozione della città si è rivelata con pienezza quando la bara è apparsa sul sagrato. Le note di Mascagni hanno sottolineato l’addio a Baudo, e sul maxischermo il suo sorriso accompagnato da un semplice: “Ciao, Pippo. Grazie”.
Pippo Baudo era davvero un simbolo per tutti noi siciliani, un uomo che ha portato il Mezzogiorno nel cuore delle case italiane. Che tristezza vederlo andare via… Militello si è unito in un abbraccio collettivo che mostra quanto fosse amato. La sua lotta contro la mafia e il suo spirito innovativo resteranno sempre nei nostri cuori.