Tensioni su adesione dell’Ucraina all’UE durante le trattative di pace
Il tema dell’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea torna al centro del dibattito mentre si cercano soluzioni per un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev. Con il Cremlino riluttante ad accettare l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, si sta considerando l’ipotesi di un’integrazione nell’UE come misura deterrente per future aggressioni russe. Secondo quanto riportato, il presidente americano Donald Trump avrebbe contattato il premier ungherese Viktor Orbán, sollecitandolo a ritirare il veto contro l’adesione di Kiev all’UE, ma Budapest ha successivamente smentito questa conversazione, ribadendo il proprio rifiuto. Orbán ha dichiarato su Facebook che “l’adesione dell’Ucraina all’UE non offre alcuna garanzia di sicurezza”, indicando che legare l’ingresso alle garanzie di sicurezza è “inutile e pericoloso”, riporta Attuale.
La questione della sicurezza dell’Ucraina in relazione alla sua potenziale adesione all’UE è complessa. L’articolo 42, paragrafo 7, del Trattato di Lisbona stabilisce che gli Stati membri devono assistere un Paese che subisce aggressioni sul proprio territorio. Tuttavia, come affermato dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, questa disposizione non implica un obbligo vincolante di intervento militare, a differenza dell’articolo 5 della NATO.
La Francia ha già invocato la “clausola di mutua assistenza” nel 2015 in risposta agli attacchi terroristici a Parigi, ma va notato che nessuno Stato membro dell’UE ha mai subito un attacco militare da un Paese esterno.
Il percorso verso l’adesione dell’Ucraina all’UE ha già fatto partire i primi passi ufficiali: il 28 febbraio 2022, l’Ucraina ha inoltrato la sua domanda di adesione, e nel giugno dello stesso anno ha ottenuto lo status di candidato. Le negoziazioni per l’ingresso sono cominciate nel giugno 2024, con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha espresso fiducia in una possibile adesione entro il 2030. Tuttavia, l’Ungheria ha bloccato il processo, citando una consultazione nazionale che mostra un’opposizione significativa tra la sua popolazione, complicando ulteriormente il percorso per l’ingresso dell’Ucraina, dato che l’adesione richiede l’unanimità dei ventisette Stati membri.
Infine, la storia ha mostrato che l’adesione di un Paese con parti del proprio territorio occupate è possibile: Cipro è entrata nell’UE nonostante la sua divisione attuale, gestita dalla Repubblica turca di Cipro Nord, riconosciuta solo da Ankara.