Danni in Emilia-Romagna dopo la Bufera: Regione in Crisi e Pini Abbattuti
Si contano i danni dopo la bufera romagnola. Il governatore de Pascale ha firmato ieri sera il decreto di crisi regionale: durerà sei mesi e in questo periodo la Regione potrà attivare risorse e procedure straordinarie per interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino delle aree colpite, riporta Attuale.
Otto i Comuni interessati: Cervia, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli, Bellaria-Igea Marina, Rimini e Riccione. Gli alberi sono al centro del caso dopo la tempesta, in particolar modo a Milano Marittima, dove i venti hanno superato i 120 km orari sabato notte, causando una strage di pini. Si stimano oltre mille piani abbattuti o da abbattere a seguito dei controlli.
Le operazioni di pulizia delle strade dai rami caduti continuano senza sosta. Attualmente è in corso una verifica straordinaria per il controllo di stabilità dei pini, con un focus iniziale nella zona più colpita (dalla V° alla XII° traversa) e successivi controlli nelle aree limitrofe.
Intanto, a Rimini si rompe un tabù sul futuro, con l’assessora comunale Anna Montini che ha affermato: “Sono caduti anche dai noi dei pini, col tempo potremo anche sostituirli con dei lecci”. Questo segnale indica un’apertura verso cambiamenti nella gestione del verde urbano.
Ma non sono solo gli alberi a destare preoccupazione. A Milano Marittima, decine di aree private, tra cui case, hotel e attività commerciali, hanno subito danni, con centinaia di auto distrutte o parzialmente danneggiate dalla caduta dei pini. Solo nel parcheggio di un hotel vi sono settanta veicoli colpiti.
In un contesto definito ‘surreale’ nelle prime ore di domenica, i turisti non si sono dispersi; anzi, sono rimasti colpiti dalla rapidità dei soccorsi. Milano Marittima si prepara quindi a proseguire la stagione turistica, con la viabilità quasi completamente ripristinata nelle strade principali e in diverse traverse.
Il dibattito attuale si concentra sugli alberi. Il patrimonio verde della città conta migliaia di esemplari, e Cervia basa la propria identità sugli pini di Milano Marittima. Secondo un censimento, a Milano Marittima ci sono 7mila alberature pubbliche, senza contare le pinete. La scelta di procedere con abbattimenti o sostituzioni di alberi non è semplice, e i cittadini sperano in una soluzione di compromesso che salvi il cuore di Milano Marittima, nata come Città Giardino nei primi del ‘900.
Negli ultimi anni, la località ha subito diversi eventi estremi, tra cui una tromba marina nel 2019 che ha abbattuto oltre 5.000 alberi. A fronte di questi eventi, la città si interroga su come affrontare fenomeni meteorologici sempre più aggressivi, salvaguardando al contempo l’identità, la tradizione e l’industria turistica. Ancora in vigore la chiusura delle pinete e dei parchi alberati, poiché si teme il crollo improvviso di pini indeboliti, come dimostrato da un incidente avvenuto ieri mattina, vicino a una scuola.