Il padre di Mariam Abu Dagga: «Era coraggiosa, mi donò un rene, vorrei che vedesse le lodi al suo lavoro»

28.08.2025 08:05
Il padre di Mariam Abu Dagga: «Era coraggiosa, mi donò un rene, vorrei che vedesse le lodi al suo lavoro»

Il dolore di un padre: il ricordo della giornalista Mariam Abu Dagga dopo l’attacco all’ospedale di Khan Younis

Riyad Mohammed Abu Dagga, padre della giornalista Mariam, uccisa insieme ad altri quattro colleghi durante un bombardamento israeliano all’ospedale di Khan Younis, rivolge un appello per la pace al popolo israeliano e alla comunità internazionale. Tre giorni dopo il raid che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, Abu Dagga lascia da parte il risentimento e chiede di porre fine alla guerra e alla violenza, riporta Attuale.

«Quello che sta succedendo a Gaza è una tragedia. Chiedo al popolo di Israele che protesta di aiutarci a fermare la guerra. Lo chiedo anche agli americani e alla comunità internazionale. Vorrei che mi ascoltassero i mediatori, il presidente egiziano al-Sisi, l’emiro del Qatar e Benjamin Netanyahu: basta bombe che uccidono i nostri figli. Vogliamo vivere come tutti. Amiamo la pace e la vita. Siamo istruiti, sappiamo che nei conflitti si perde e basta. La pace è il nostro desiderio», ha dichiarato Abu Dagga.

Il padre di Mariam ha descritto sua figlia come una persona che aveva sempre desiderato diventare giornalista. «Era la mia ragazza speciale, da piccola voleva stare sempre con me e mi faceva moltissime domande», ha ricordato. Mariam, che ha iniziato la sua carriera di reporter mentre era madre, ha dedicato la sua vita al giornalismo, lavorando anche per testate internazionali. Abu Dagga ha condiviso che Mariam era conosciuta e rispettata a Gaza per il suo lavoro.

Attualmente, il nipote di Mariam si trova negli Emirati con il padre. «Appena è cominciata la guerra, Mariam ha voluto che lasciassero il Paese, non voleva separarsi da lui perché era la cosa più preziosa che aveva, ma lo ha fatto per il suo bene», ha dichiarato Abu Dagga. Le notizie della morte della madre hanno colpito duramente il giovane Ghaith, che ha appreso la notizia mentre Mariam tentava di documentare l’esplosione che le ha costato la vita.

Abu Dagga ha raccontato di come sua figlia, in passato, gli abbia donato un rene. «Non stavo bene e mi ha costretto ad andare in ospedale a farmi vedere; a me non piacciono gli ospedali. Quel giorno abbiamo scoperto che avevo un grave problema ai reni. Inizialmente, il donatore doveva essere uno dei miei figli più grandi, ma non era compatibile. Allora si è offerta lei. Non volevo, ma insisteva. È sempre stata altruista. Mi manca molto, provo tristezza ma anche molto orgoglio», ha concluso il padre.

Il dolore di Abu Dagga è anche accompagnato da un profondo senso di orgoglio. «Vedo le sue bellissime foto pubblicate sui giornali di tutto il mondo. Scrivono che era una giornalista di talento, un esempio. È un onore per la nostra famiglia e per la Palestina», ha affermato, sottolineando l’importanza e il rispettato lavoro di sua figlia.

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