Tajani: l’assenza dell’Italia ai tavoli di pace nel Mediterraneo sarebbe incomprensibile

17.02.2026 16:45
Tajani: l'assenza dell'Italia ai tavoli di pace nel Mediterraneo sarebbe incomprensibile

Italia ribadisce il suo ruolo chiave nel processo di pace in Medio Oriente

ROMA – “L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso articolo 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”, ha dichiarato il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, questa mattina alla Camera, defendendo così il ruolo dell’Italia come “paese osservatore” nel Board of Peace di Trump, riporta Attuale.

Durante il suo intervento, che sarà ripetuto presto in Senato, Tajani ha sottolineato la necessità di un dialogo serio e trasparente su temi di politica estera. Ha avvertito che “la crisi di Gaza ci impone questo livello di consapevolezza”, sottolineando l’impatto sulla stabilità del Mediterraneo e sulla sicurezza delle rotte commerciali italiane, che dipendono per il 40% dal Mar Rosso. Ha definito Gaza come “cruciale per la nostra sicurezza nazionale” e una “ferita aperta” che richiede l’impegno attivo dell’Italia per salvare vite e alleviare le sofferenze umane.

Il piano di pace di Trump, approvato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu il 17 novembre 2025 con la risoluzione 2803, prevede un percorso ben strutturato per la stabilizzazione della Striscia di Gaza, con l’obiettivo di de-radicalizzazione e riforme economiche. Tajani ha affermato che “se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”, avvertendo che l’incertezza equivarrebbe a sofferenze prolungate per il popolo palestinese. Ha messo in evidenza come ogni vuoto politico possa alimentare l’instabilità e rallentare gli aiuti.

Richiamando i successi iniziali, come la fragile tregua e il potenziamento degli aiuti umanitari, Tajani ha spiegato che si apre una fase delicata, la “fase 2”, che comporta il disarmo di Hamas e l’impegno per la ricostruzione, richiedendo un forte supporto politico a livello internazionale. “Senza affrontare questi nodi strutturali, non c’è alcuna soluzione duratura per il futuro di Gaza”, ha affermato, evidenziando la necessità di osservare il Piano di pace e la formazione di un Board of Peace da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

La partecipazione dell’Italia, ha proseguito Tajani, è fondamentale: “Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali?”. Ha inoltre menzionato la significativa iniziativa “Food for Gaza” come esempio dell’impegno italiano per l’assistenza umanitaria nella regione. Il Ministro ha garantito che l’Italia è pronta a partecipare attivamente alla ricostruzione della Striscia, attraverso azioni concrete a sostegno delle autorità palestinesi, come l’assegnazione di 10 milioni di euro per i salari dei medici palestinesi.

Tajani ha anche sottolineato l’impegno italiano per la formazione delle forze di sicurezza palestinesi, considerata essenziale per la creazione di uno Stato palestinese. Ha infine rinnovato la richiesta a Israele di porre fine alle aggressioni dei coloni, sottolineando l’importanza di fermare la violenza in tutte le sue forme.

Infine, l’inviato speciale per Gaza, l’ambasciatore Archi, è attualmente in missione a Riad e Abu Dhabi per esplorare nuove opportunità di cooperazione in vista della ricostruzione. L’Italia, ha concluso Tajani, è impegnata a garantire un futuro di stabilità per Gaza e dignità per il popolo palestinese, lavorando instancabilmente per il progetto di due Stati che convivano in pace e sicurezza.

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