Macron Definisce Putin un “Ogre”: Una Riflessione sui Rapporti Franco-Russi
Dalla nostra inviata
PARIGI – Il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto il leader russo Vladimir Putin come un “ogre”, un termine poco diplomatico ma potentemente evocativo che richiama le fiabe dell’infanzia. L’insulto, rivolto a Putin nel contesto dell’attuale conflitto, sottolinea l’immagine del “gigante cattivo” che minaccia l’Europa, riporta Attuale.
Questo richiamo al folklore non è casuale. Macron utilizza un linguaggio che si distacca dalla diplomazia tradizionale, enfatizzando la voracità insita nel termine francese “ogre”, che implica non solo minaccia ma anche insaziabilità. In contrasto, Putin ha definito l’espressione un “insulto volgare”, evidenziando come la scelta delle parole possa infiammare ulteriormente le tensioni tra i due paesi.
Il termine “ogre” ha una storicità affascinante nella cultura francese, evocando anche memorie di frasi storiche usate contro Napoleone. Nell’immaginario comune, un “ogre” è visto come un predatore, un concetto che rinforza la narrativa di Macron riguardo al comportamento aggressivo della Russia. Inoltre, l’epiteto di “predatore” utilizzato dal presidente francese si rifà alle teorie espresse nel libro di Giuliano da Empoli, “L’ora dei predatori”, che analizza le strategie russe non solo in Europa ma anche oltre.
Questa retorica è carica di significato in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza in Europa, dove le azioni russe stanno generando ripercussioni su vasta scala. La ripetuta centralità della figura del “predatore” nelle dichiarazioni di Macron evidenzia il tentativo della Francia di galvanizzare l’Unione Europea in un momento di crisi. Le sue parole pongono l’accento sulla necessità di una risposta forte e unitaria contro le minacce esterne.
Come evidenziato dall’analisi di Da Empoli, il dialogo attuale non si limita alla Russia, ma si estende all’interazione della Francia e dell’Europa con poteri globali emergenti, pertanto è di fondamentale importanza mantenere una vigilanza attenta sulle dinamiche internazionali in evoluzione.
Ma che cavolo, Macron ha esagerato con questo termine. “Ogre”? È un insulto da fiaba più che da politica. Certo, Putin non è un santo, ma usare un linguaggio così acceso non aiuterà a migliorare le relazioni, anzi. La diplomazia ha bisogno di più tatto e meno slogan.