Il 1° settembre 2025 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato a Vilnius che l’Unione europea deve rafforzare rapidamente e su larga scala la propria postura difensiva di fronte ai rischi crescenti per i Paesi baltici. Ha annunciato che in occasione della riunione informale del Consiglio europeo di ottobre la Commissione presenterà una proposta di “roadmap” quinquennale con analisi degli investimenti nel settore, individuazione delle lacune nelle capacità di difesa e misure concrete per colmarle.
Fondi europei per rafforzare i confini lituani
Von der Leyen ha ricordato che Bruxelles finanzia già un programma specifico per la sicurezza delle frontiere della Lituania, del valore di 327 milioni di euro. Ha inoltre confermato ulteriori risorse per l’acquisto di elicotteri e per il monitoraggio dei collegamenti ferroviari tra la Russia e l’enclave di Kaliningrad attraverso il territorio lituano. Rivolgendosi ai cittadini, ha sottolineato: «Vi confrontate con la Russia a Kaliningrad e con la Bielorussia a sud. Vivete sotto pressione geopolitica ed economica, sotto minacce militari e ibride costanti. Sappiate che quando viene messa alla prova la Lituania, viene messa alla prova tutta l’Europa».
Misure di sicurezza e rischi sul Suwałki Gap
Il 30 agosto l’esercito lituano ha reso noto di aver installato barriere supplementari lungo strade secondarie al confine con Russia e Bielorussia. Secondo il generale Raimundas Vaikšnoras, tali infrastrutture rientrano in un sistema unico di difesa pensato per tutti i confini baltici. Rimane però vulnerabile il cosiddetto “corridoio di Suwałki”, stretto lembo di terra tra Lituania e Polonia che collega i Paesi baltici al resto della NATO ma separa Kaliningrad dalla Bielorussia: un potenziale punto critico in caso di conflitto.
Maggiori capacità di difesa contro Minsk e Mosca
Vilnius ha deciso in luglio di dislocare nuove batterie di difesa aerea lungo il confine bielorusso, in risposta a frequenti violazioni dello spazio aereo da parte di droni. Secondo le autorità, la minaccia si inserisce in un quadro più ampio di azioni ibride condotte da Mosca negli ultimi anni contro Stati membri dell’Alleanza, tra cui spionaggio, sabotaggi, attacchi informatici e campagne di disinformazione.
Avvertimenti dell’intelligence tedesca
Il Bundesnachrichtendienst (BND) ha avvertito che il Cremlino potrebbe evitare una guerra aperta e puntare invece su caos controllato e pressioni locali nei tre Paesi baltici. Secondo i servizi tedeschi, tali azioni ibride avrebbero l’obiettivo di minare la fiducia nella clausola di difesa collettiva prevista dall’articolo 5 della NATO, creando fratture nella coesione dell’Alleanza.