Percival Everett: «La destra americana sfrutta la morte di Charlie Kirk per scopi politici»

11.09.2025 23:35
Percival Everett: «La destra americana sfrutta la morte di Charlie Kirk per scopi politici»

Omicidio di Charlie Kirk: un grave segnale per la società americana

Il 10 settembre 2025, il noto attivista di destra Charlie Kirk è stato ucciso alla Utah Valley University, suscitando una reazione immediata e forte nel panorama politico statunitense. Il premio Pulitzer Percival Everett avverte che «la destra americana continuerà a sfruttare apertamente, senza vergogna, la terribile morte di Charlie Kirk». Everett sottolinea come l’ex presidente Trump abbia iniziato a politicizzare la tragedia prima ancora della dichiarazione di morte, riporta Attuale.

A 31 anni, Kirk rappresentava una figura influente nel movimento trumpista, accogliendo le giovani generazioni nel suo circuito tramite podcast accattivanti. La sua scomparsa ha scatenato una tempesta di reazioni, con Trump che ha annunciato il conferimento postumo della Presidential Medal of Freedom, evidenziando ulteriormente il rischio di trasformare un omicidio in una strumentalizzazione politica.

Everett, giunto a Parigi, ha commentato le sue impressioni e le sue preoccupazioni riguardo alla violenza che segna la vita americana. «La morte di Charlie Kirk si inserisce in un contesto di un Paese ossessionato da fucili e violenza», ha osservato, aggiungendo che la risposta della destra all’omicidio potrebbe perpetuare una spirale di odio. «Se il tuo obiettivo è creare divisioni, dopo l’assassinio di una persona di 31 anni, non c’è spazio per il dialogo. È triste politicizzare la morte umana», ha affermato.

In un momento in cui la retorica politica sembra inflazionare tensioni già esistenti, Everett invita alla cautela: «Dovremmo essere in lutto in questo momento», ha affermato, evidenziando come il dibattito politico, in particolare nei campus universitari, si sia trasformato in un confronto divenuto sempre più aspro e polarizzato.

La reazione dell’estrema destra, che correla la responsabilità dell’attacco ai Democratici, alimenta la narrativa di un Paese sull’orlo di una nuova guerra civile. Everett ha espresso timore per il fatto che la morte di Kirk diventi un pretesto per un incremento della violenza. «Spero che non accada, ma la base di Trump potrebbe unirsi ulteriormente attorno a lui», ha avvertito.

Insomma, la figura di Kirk, spesso criticata ma potenzialmente rappresentativa di una generazione, lascia ora un vuoto che, secondo Everett, espone le fragilità di un sistema politico sempre più polarizzato. La sua morte non si limita a essere una tragedia personale, ma diviene un simbolo di un conflitto più profondo che affligge la società americana, destinato a lasciarne spazio e segno per un lungo periodo.

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