Riconoscimento della Palestina: Gli sviluppi internazionali
Il Regno Unito ha ufficialmente riconosciuto lo Stato di Palestina nel tentativo di riavviare il processo di pace tra palestinesi e israeliani, secondo quanto dichiarato dal premier britannico Keir Starmer. Questo annuncio arriva in un contesto internazionale dove anche Australia e Canada hanno manifestato intenzione di seguire l’esempio britannico. A Parigi e Riad, una conferenza oggi vedrà altri paesi annunciare il loro riconoscimento, mentre Italia e Germania si mostrano scettiche, ritenendo il passo prematuro e privo di fondamento reale, riporta Attuale.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha sudato per convincere gli altri paesi a riconoscere la Palestina, avanzando l’idea della «soluzione dei due Stati». Dopo che a luglio aveva annunciato il riconoscimento, ora più di dieci paesi, tra cui Andorra, Belgio, Lussemburgo e Portogallo, si apprestano a compiere lo stesso passo, aumentando la pressione sulla comunità internazionale.
In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani rappresenterà il paese alla conferenza e ribadirà il sostegno all’«idea di riconoscere la Palestina solo dopo la riunificazione di Gaza e Cisgiordania». La Germania, rappresentata dal ministro Johann Wadephul, condivide una posizione simile, ostinandosi a considerare impossibile la nascita dello Stato palestinese senza l’assenso di Israele.
Le reazioni israeliane
Israele ha reagito fermamente, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha dichiarato: «Nessuno Stato palestinese vedrà la luce a ovest del Giordano» in un video indirizzato ai leader occidentali. Netanyahu ha accusato Macron di alimentare l’antisemitismo, mentre il ministro australiano Tony Burke ha difeso la posizione del suo paese dicendo che «la forza non si misura dal numero di persone che potete far esplodere o di bambini che potete affamare».
I dubbi e le divisioni in Francia
In Francia, l’opinione pubblica è divisa riguardo al riconoscimento della Palestina. Personalità come il filosofo Bernard-Henri Lévy e l’attrice Charlotte Gainsbourg temono che possa essere considerato un premio al pogrom del 7 ottobre. Al contrario, il filosofo Alain Finkielkraut sostiene la decisione di Macron, esprimendo vergogna per i politici israeliani che sostengono l’annessione della Cisgiordania.
Prospettive future
Attualmente, il riconoscimento della Palestina sembra un esercizio diplomatico teorico, poiché l’effettiva creazione dello Stato è ancora lontana, soprattutto a causa dell’opposizione degli Stati Uniti. Le scelte future oscillano tra accettare il piano di «Gaza Riviera» dell’ex presidente Trump e rinnovare l’impegno verso la soluzione dei due Stati. Secondo Macron, il riconoscimento serve a rivitalizzare quest’ultima possibilità.
L’Assemblea delle Nazioni Unite
L’80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite si svolge a New York fino al 29 settembre. Stasera è prevista una conferenza sulla Palestina, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita, con un intervento di Macron. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, (che ha ricevuto un visto negato dagli Stati Uniti) parteciperà in videoconferenza. Con l’aggiunta di questi dieci paesi, il numero totale di stati che riconoscono la Palestina salirà a 158.