Le 300 tonnellate di aiuti umanitari per Gaza sono ferme al porto di Genova

26.09.2025 18:25
Le 300 tonnellate di aiuti umanitari per Gaza sono ferme al porto di Genova

Bloccati a Genova 300 tonnellate di aiuti umanitari per Gaza

Al porto di Genova si trovano 10 container contenenti 300 tonnellate di pacchi alimentari destinati alla popolazione di Gaza. L’organizzazione non governativa Music for Peace, che ha raccolto questi aiuti insieme al Collettivo autonomo lavoratori portuali (CALP) alla fine di agosto, sta trattando da tre settimane attraverso il ministero degli Esteri italiano per far sì che arrivino a destinazione tramite un corridoio umanitario via terra. Tuttavia, per il momento, i container rimarranno al porto, con un’incertezza sulla durata di questo stop, riporta Attuale.

Music for Peace ha rifiutato la proposta di consegnare i pacchi alla Jordan Hashemite Charity Organization (JHCO), che avrebbe dovuto trasferirli a Gaza, insistendo sulla rimozione di tutti gli alimenti contenenti zuccheri e amidi, come biscotti e marmellate, in conformità con le condizioni imposte da Israele. Il portavoce di Music for Peace, Stefano Rebora, ha dichiarato che la JHCO ha anche richiesto il pagamento del trattamento degli alimenti rimossi e le spese di trasporto, circa 1.800 euro per ogni camion. La ong ha definito tali condizioni «irricevibili», bloccando così le trattative.

Da molto tempo, anche antecedentemente al 7 ottobre 2023, Israele impone vincoli e divieti burocratici arbitrari ai camion di cibo e beni di prima necessità diretti verso Gaza, ostacolando le consegne e limitando l’ingresso di prodotti specifici. Anche i pacchi consegnati dalla Gaza Humanitarian Foundation, un’organizzazione fondata da Israele per controllare la distribuzione degli aiuti nella Striscia, escludono cibi dolci o ad alto contenuto calorico; questo evidenzia l’uso della fame come strumento di guerra contro la popolazione palestinese.

Recentemente, Israele ha vietato l’ingresso di un carico di datteri considerati «cibo di lusso» e ha bloccato l’arrivo di patate, sostenendo che potessero essere rubate dai miliziani di Hamas. Le ong e i governi che tentano di inviare aiuti a Gaza si sono adattati a queste regole severe, accettando di conformarsi pur di garantire l’arrivo di alcuni beni essenziali.

Le 300 tonnellate di aiuti bloccate a Genova rappresentano solo una frazione delle donazioni raccolte da Music for Peace, la quale dal 2003 si dedica a preparare e trasportare pacchi alimentari nelle zone di conflitto. A agosto, l’ong ha ricevuto richieste dagli organizzatori della Global Sumud Flotilla per raccogliere cibo da inviare a Gaza. L’iniziativa aveva l’obiettivo di raccogliere 40 tonnellate di scatolette di tonno, legumi, farina e altri alimenti, ma grazie al sostegno di decine di migliaia di persone, sono riusciti a raccogliere 500 tonnellate, superando ampiamente le capacità delle barche coinvolte.

Alcuni aiuti sono stati già caricati su quattro barche partite il 31 agosto da Genova per Catania, mentre il resto delle 40 tonnellate destinate alla Global Sumud Flotilla è stato spedito in Sicilia tramite navi portacontainer a costo zero. Successivamente, l’ong ha avviato trattative con il governo di Israele attraverso il ministero degli Esteri, ipotizzando di transitare attraverso il varco di Allenby, l’unico collegamento tra Giordania e Cisgiordania. Le condizioni stabilite da Music for Peace prevedevano che i pacchi non venissero modificati, a tutela degli equilibri nutrizionali, e di avere la possibilità di consegnarli a associazioni riconosciute che li distribuissero ai civili palestinesi.

Per ora, le 300 tonnellate rimarranno ferme al porto di Genova. Le rimanenti 160 tonnellate, depositate in magazzini, saranno in parte spedite in Sudan per un progetto alimentare. Anche il cibo prossimo alla scadenza sarà distribuito a 600 famiglie genovesi tramite la sede di Music for Peace e utilizzato per i pasti quotidiani dei senzatetto nella città.

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