Trump e Netanyahu presentano il piano di pace per Gaza alla Casa Bianca

30.09.2025 12:05
Trump e Netanyahu presentano il piano di pace per Gaza alla Casa Bianca

WASHINGTON – Una giornata significativa di diplomazia si è svolta alla Casa Bianca, dove il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il presidente Donald J. Trump per discutere gli accordi di pace attesi sul conflitto a Gaza. Prima della conferenza stampa ufficiale, i due leader hanno avuto un incontro riservato, seguito da una telefonata trilaterale con il Primo Ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, aprendo la strada a un nuovo meccanismo di dialogo e cooperazione, riporta Attuale.

Durante il collegamento, Netanyahu ha mostrato “profondo rammarico” per l’uccisione accidentale di un militare qatariota durante un’operazione israeliana contro Hamas, riconoscendo la violazione della sovranità del Qatar e garantendo che simili eventi non si ripeteranno. Al Thani ha accolto le scuse, riaffermando l’impegno del Qatar per la stabilità regionale.

Nel pomeriggio, davanti ai giornalisti nella East Room, Trump ha presentato un piano ambizioso per porre fine al conflitto a Gaza. Il presidente ha ripetutamente ringraziato Jared Kushner – suo genero e marito di Ivanka Trump – per il ruolo cruciale avuto nelle trattative e nei rapporti con Israele, sottolineando l’importanza del suo lavoro per la stabilità della regione.

I punti chiave del piano di pace

– Cessazione immediata delle ostilità con ritiro progressivo delle forze israeliane e congelamento delle posizioni militari.
– Rilascio degli ostaggi entro 72 ore dall’accordo, in cambio della liberazione da parte di Israele di 250 prigionieri ergastolani e 1700 detenuti palestinesi, inclusi donne e bambini.
– Amnistia per i membri di Hamas che deporranno le armi e accetteranno di convivere pacificamente; chi lo desidera potrà lasciar Gaza con garanzie di sicurezza.
– Ricostruzione di Gaza con invio immediato di aiuti umanitari e riattivazione delle infrastrutture essenziali, sotto la supervisione dell’ONU e di organizzazioni internazionali.
– Nuova governance affidata a un comitato tecnico palestinese con supervisione internazionale, il Board of Peace, presieduto da Trump e con la partecipazione di figure come l’ex premier britannico Tony Blair.
– Sviluppo economico tramite la creazione di una zona economica speciale per attrarre investimenti.
– Sicurezza garantita da una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), con la partecipazione di Stati Uniti, Egitto e Giordania.
– Dialogo interreligioso per promuovere tolleranza e coesistenza.
– Percorso politico che, al termine delle riforme dell’Autorità Palestinese, potrebbe aprire la strada all’autodeterminazione e alla nascita di uno Stato palestinese.

Nonostante le dichiarazioni di pace e cooperazione, all’esterno si sono svolte manifestazioni da parte dei sostenitori pro-Palestina, che hanno sfilato con bandiere e cartelli scritti “Free Palestine”, richiedendo la fine immediata delle ostilità e denunciando la situazione umanitaria a Gaza. Le voci dei manifestanti hanno evidenziato quanto la questione resti accesa e divisiva anche negli Stati Uniti.

Trump ha concluso affermando che il piano non è solo un tentativo di fermare la guerra, ma rappresenta “una visione per trasformare Gaza in un territorio sicuro, prospero e in pace con i suoi vicini”. (gabriella ferrero)

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