Una partita di poker con Stati Uniti e Iran a Islamabad

21.04.2026 13:35
Una partita di poker con Stati Uniti e Iran a Islamabad

Una partita di poker a Islamabad

La diplomazia tra Stati Uniti e Iran si avvicina a un cruciale punto di svolta, con il cessate il fuoco in scadenza oggi. Mentre l’Iran continua a esitare sull’adesione al tavolo delle trattative, lo speaker del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha avvertito della disponibilità a riprendere le ostilità, dichiarando di avere «nuove carte» da giocare. Questa metafora pokeristica è stata enfatizzata da recenti osservazioni di Donald Trump, il quale, durante una riunione con il presidente ucraino Zelensky nel 2025, aveva affermato: «Non hai le carte». Le parole di Ghalibaf, in questo contesto, si pongono come un possibile bluff, secondo alcuni analisti, ma la verità potrebbe emergere nel prossimo futuro, riporta Attuale.

Il cessate il fuoco, in vigore dall’8 aprile, è un accordo fragile. Teheran ha smentito le notizie sulla presenza di delegazioni in Pakistan per negoziare un accordo e, nel frattempo, Israele sta cercando di disarmare Hezbollah, lasciando il Libano in una tregua precaria, caratterizzata da continue tensioni. Donald Trump ha sottolineato che il cammino per recuperare l’uranio iraniano sarà «lungo e difficile» dopo i recenti attacchi aerei degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i mercati europei mostrano cautela, con un leggero calo del prezzo del petrolio in un clima di crescente instabilità nello stretto di Hormuz, recentemente segnato da sequestri di navi.

Mohammad Ghalibaf ha avvertito che l’Iran è pronto a nuove azioni militari in caso di ripresa del conflitto. Trump ha ribadito che il blocco contro l’Iran sarà revocato solo in presenza di un accordo. Nonostante la diminuzione del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, Teheran sta garantendo passaggi sicuri per le navi russe. Le prossime ore promettono sviluppi significativi e possibili colpi di scena.

Il diplomatico Kurt Volker, ex rappresentante USA alla Nato e inviato per l’Ucraina, ha dichiarato che né gli Stati Uniti né l’Iran desiderano continuare la guerra. Ha esposto la posizione negoziale di Trump come meno vantaggiosa rispetto al passato. Le tensioni si amplificano con la continua pressione sull’accesso allo Stretto di Hormuz, mentre gli alleati mediorientali e i partner europei si preparano per le eventuali conseguenze di un conflitto prolungato.

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