Grandi proteste in Marocco: giovani chiedono investimenti in educazione e sanità
Martedì, per il quarto giorno consecutivo, si sono verificate grandi proteste nelle principali città del Marocco. I manifestanti, prevalentemente giovani della cosiddetta generazione Z, chiedono maggiori investimenti in scuole e ospedali, mentre il governo ha stanziato enormi fondi per infrastrutture legate ai prossimi Mondiali di calcio del 2030. Le manifestazioni, che sono le più ampie degli ultimi quindici anni, hanno portato a centinaia di arresti e a episodi di violenza, riporta Attuale.
Le dimostrazioni sono iniziate sabato scorso e coinvolgono undici città, tra cui Casablanca, Agadir e Oujda. La maggior parte delle manifestazioni è stata pacifica, ma si sono registrati scontri con la polizia, auto incendiate e negozi saccheggiati. Le autorità hanno effettuato centinaia di arresti; molti manifestanti sono stati rilasciati dopo poche ore, ma circa 70 dovranno affrontare accuse di “atti violenti e proteste illegali”, che comportano il rischio di carcere.
Martedì sera, un video di un furgone della polizia che ha investito un manifestante nella piazza di Oujda è diventato virale sui social. Questo episodio ha ulteriormente intensificato le tensioni tra le forze dell’ordine e i giovani manifestanti.
Il Marocco è storicamente visto come un paese stabile. Le ultime grandi proteste, avvenute durante la primavera araba del 2011, portarono a riforme costituzionali. Tuttavia, attualmente il paese sta attraversando una fase di grandi investimenti infrastrutturali. Si prevede che nei prossimi cinque anni verranno spesi circa 35 miliardi di dollari in progetti significativi, inclusi treni veloci, porti e iniziative di intelligenza artificiale.
Una parte importante di queste spese è destinata ai Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo. Gli investimenti previsti per l’evento sono stimati a 5 miliardi di euro, con la costruzione di stadi moderni, tra cui il più grande al mondo a Casablanca, con 115mila posti. Tuttavia, i manifestanti contestano queste priorità, evidenziando la mancanza di strutture adeguate per la sanità e l’istruzione.
Un evento scatenante delle manifestazioni è stata la morte sospetta di otto donne all’ospedale di Agadir, avvenuta in una settimana, tutte dopo un parto cesareo. Le cause non sono state accertate, ma potrebbero essere collegate a errori medici o a dosi eccessive di anestetici.
Altri fattori che hanno alimentato il malcontento includono la diffusa corruzione e gli elevati tassi di disoccupazione, che a livello nazionale sono del 12,8 percento, ma superano il 35 percento tra i giovani. Questa è una situazione particolarmente critica, considerando che un quarto della popolazione marocchina appartiene alla generazione Z.
Il governo del primo ministro Aziz Akhannouch, imprenditore e milionario, ha recentemente licenziato alcuni responsabili del settore sanitario, ma ha difeso la propria gestione, promettendo che gli investimenti nel settore sanitario sono già in corso. Nonostante ciò, il governo ha dichiarato la propria disponibilità ad ascoltare le richieste dei manifestanti, mentre il gruppo GENZ212 ha annunciato che le proteste continueranno.