Corteo No Kings a Roma contro le guerre e il governo Meloni, oltre 300 mila partecipanti

29.03.2026 00:36
Corteo No Kings a Roma contro le guerre e il governo Meloni, oltre 300 mila partecipanti

Roma, 29 marzo 2026 – “Per un mondo libero dalle guerre”. A Roma si svolge il corteo No Kings Italia, che inizia da piazza della Repubblica e si dirige verso San Giovanni, mentre negli Stati Uniti oltre tremila manifestazioni si oppongono a Donald Trump, segnando il più grande movimento di protesta in meno di un anno. I manifestanti percorrono via Cavour con lo striscione “Vi abbiamo già cacciato una volta”, un chiaro riferimento al governo Meloni. Tra gli elementi simbolici, un missile di legno, decorato con fiori e la bandiera della pace, porta la scritta provocatoria “Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare”, riporta Attuale.

La mobilitazione

La mobilitazione internazionale “contro i re e loro guerre” è organizzata dalla rete No Kings Italy, Democrats Abroad, dalla Cgil e dai circoli Arci, con la partecipazione di sindacati di base e del movimento Non una di meno. Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, i partecipanti sono 300 mila, mentre la questura ne conteggia 25 mila, con circa un migliaio di agenti di polizia sul posto. Tra i presenti figurano Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis di Avs e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Sono visibili numerose bandiere, tra cui quelle della pace, della Palestina, di Cuba, del Venezuela e di Amnesty International. Anche gli anarchici sono presenti con due striscioni: “Contro il 41bis – Lo Stato tortura – Alfredo Libero”, dedicato a Cospito, e “Se viviamo è per far saltare la testa dei re, con Sara e Sandro”, in memoria di una coppia deceduta nel parco degli Acquedotti durante l’esplosione di un ordigno che stavano costruendo.

La ghigliottina

Durante il corteo vengono esposte le foto a testa in giù della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente del Senato Ignazio La Russa accanto a una ghigliottina in legno. Dal camion che precede la folla intervengono esponenti dei centri sociali romani, mentre un elicottero della polizia monitora la situazione. “È una piazza contro la logica e la cultura della guerra: oggi tutti i nostri problemi vengono da lì”, afferma il segretario della Cgil, Maurizio Landini, dal palco. “I giovani stanno dicendo no alla precarietà, no alla guerra e chiedendo una difesa della democrazia contro una logica autoritaria”, aggiunge.

Il corteo fino al Verano

“Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà”, intonano un coro di donne con la kefiah all’arrivo del corteo in piazza San Giovanni. Tra le bandiere, spicca quella con il teschio di One Piece, simbolo della Global Sumud Flotilla e rappresentativa di una generazione, la Zeta, che unisce diverse battaglie. Inseguito da vari slogan, tra cui “no wars” con il simbolo della pace, si nota una bandiera di Israele “insanguinata” con una svastica disegnata sulla stella di David. La questura autorizza all’ultimo momento la continuazione del corteo lungo Porta Maggiore, San Lorenzo e la tangenziale fino a piazzale del Verano, registrando una partecipazione superiore alle attese. La giornata si conclude senza incidenti, mentre Fratelli d’Italia parla di “atti criminali” contro Meloni, La Russa e Nordio.

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