Il patto della paura: come l’autoritarismo occidentale trasforma il cittadino in suddito

05.07.2026 03:15
Il patto della paura: come l'autoritarismo occidentale trasforma il cittadino in suddito

La crisi della libertà nell’Occidente contemporaneo

Il cittadino occidentale ha smesso di considerare la libertà come un valore assoluto e ha cominciato a mettere in discussione la sua capacità di proteggerlo. Questa frattura, più psicologica che ideologica, ha fornito terreno fertile alle nuove destre illiberali, che non si oppongono al bisogno di sicurezza, ma ne fanno un elemento centrale della loro proposta politica. Offrono un patto seducente: “Lasciate che qualcuno vi protegga dal mondo”, non chiedendo al cittadino di agire, ma piuttosto di restare a casa, consumare, obbedire e avere paura, riporta Attuale.

La richiesta di protezione

Oggi, il cittadino non pretende più solo diritti, rappresentanza, partecipazione, ma anche protezione. Desidera essere difeso dal mercato globale, dall’immigrazione, dalla precarietà e dalla solitudine. Le destre hanno colto questa domanda in modo più rapido e incisivo rispetto alle sinistre, traducendola in un’offerta che promuove meno libertà, meno apertura ma più ordine e identità.

Le democrazie liberali in crisi

Le democrazie liberali stanno affrontando una crisi profonda poiché non riescono a dare un significato concreto alla libertà. Negli ultimi decenni hanno promettendo apertura, globalizzazione, mobilità e diritti, ma molti gruppi sociali percepiscono queste promesse come un’esposizione al rischio. Per chi vive la globalizzazione come una perdita di controllo, la libertà diventa un lusso, priva di sostanza senza casa, sicurezza e servizi sociali efficienti.

Il Leviatano moderno

In un contesto moderno, Hobbes ha posizionato la paura al centro del patto politico, suggerendo che gli uomini accettano il Leviatano per sfuggire all’insicurezza. Le destre illiberali reinterpretano questa concezione, non promettendo salvezza da una guerra di tutti contro tutti, ma dall’incertezza della modernità. Offrono confini, ordine e appartenenza, garantendo una protezione che non è universale ma esclusiva.

Le risposte della sinistra

La forza delle destre non va sottovalutata; non vincono solo manipolando la paura, ma organizzano paure tangibili. La sinistra radicale, spesso, risponde con un approccio del passato: più Stato e redistribuzione. Tuttavia, questo linguaggio risulta insufficiente. Il cittadino disorientato chiede un governo della complessità e servizi efficaci, non una nostalgia statalista.

Il welfare-metadone

All’interno di questo scenario si sviluppa un welfare-metadone, il quale non offre emancipazione, ma una somministrazione di stabilità. Non genera lavoro o partecipazione, ma si limita a compensazioni e consumi sussidiati, producendo un cittadino passivo. Tocqueville aveva già avvisato sulla possibilità di un dispotismo dolce, un potere che non opprime ma ammorbidisce e dirige.

La deriva illiberale

La deriva illiberale non è semplicemente una reazione al fallimento della globalizzazione, ma segna una mutazione profonda nella democrazia. Il cittadino-suddito, isolato e persuaso dalla sua presunta libertà di consumare, finisce per cercare appartenenza e si affida a chi gliela promette. Le destre contemporanee, attraverso una prospettiva amico-nemico, mostrano che la comunità si costruisce contro un nemico e non attorno a un bene comune.

Un’idea adulta di cittadinanza

La risposta a questa crisi non può essere né il liberismo degli anni Novanta né un ritorno allo Stato che controlla. Entrambi gli approcci ignorano una verità fondamentale: una democrazia è sostenibile solo se equilibra libertà, sicurezza e responsabilità. Luigi Einaudi e Carlo Rosselli avevano compreso l’importanza di un mercato ben regolato e di un socialismo che garantisca sia libertà che giustizia sociale.

Riqualificare l’idea di cittadinanza e unire diritti e doveri, libertà e sicurezza, apertura e regole è fondamentale per affrontare il richiamo delle destre illiberali, che semplificano il mondo ma rischiano di compromettere l’essenza della democrazia.

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