Esplosione a Montecarlo: identificata la principale sospettata
La polizia di Monaco ha identificato la responsabile dell’esplosione avvenuta lunedì sera a Montecarlo, in cui è stata utilizzata una bomba per attaccare un uomo d’affari ucraino, Vadim Ermolaev. La sospettata, Anastasia Berezovska, una donna ucraina di 39 anni, è attualmente ricercata dall’Interpol con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Ermolaev, della sua compagna Anna Nasobina e del loro figlio tredicenne. Gli investigatori ritengono che Berezovska non abbia agito da sola, riporta Attuale.
Il suo appartamento a Berlino è stato perquisito dalla polizia tedesca, mentre dopo l’esplosione, la donna è fuggita a piedi verso Beausoleil, dove ha recuperato la sua auto per dirigersi verso l’Italia e poi la Germania, dove era stata registrata come ultima residenza. È stata avvistata anche a Francoforte.
La sera dell’attentato, Berezovska ha atteso su una panchina prima di collocare l’ordigno, estratto da una borsa, all’ingresso dell’edificio di Ermolaev, azionandolo tramite telecomando nel momento in cui le vittime rientravano a casa, donando alla scena un’evidente componente di premeditazione. Testimoni e riprese video prima dell’esplosione hanno indirizzato gli inquirenti verso una donna travestita da uomo.
L’analisi delle immagini ha permesso di rintracciare l’auto della sospettata e di seguirne la fuga. Il procuratore generale aggiunto di Monaco, Morgan Raymond, ha sottolineato la complessità dell’ordigno esplosivo, suggerendo che Berezovska possa aver avuto complici. Due individui sono stati temporaneamente arrestati ma liberati dopo poche ore.
Sebbene le autorità monegasche non abbiano confermato ufficialmente le identità delle vittime, l’attacco ha preso di mira Vadim Ermolaev, un imprenditore noto in Ucraina e attualmente residente a Cipro, insieme alla compagna e al figlio. Entrambi gli uomini sono stati dichiarati fuori pericolo, mentre le condizioni di Nasobina rimangono gravi dopo un’amputazione.
Anastasia Berezovska risulta avere legami con la criminalità organizzata, e si rafforza l’idea che l’attentato possa non essere stato orchestrato dai servizi segreti ucraini, ma piuttosto un regolamento di conti legato ad affari. Si ritiene improbabile che stesse operando sotto il comando di poteri ufficiali, vista la sua reputazione nella malavita.
Ermolaev, nonostante la sua influenza economica nella regione di Dnipro, non ha mai rappresentato una minaccia politica per il presidente Zelensky ed è considerato un imprenditore controverso a causa delle sue affiliazioni commerciali con la Russia in Crimea.