Quattro paesi UE hanno speso più per il gas russo che per il sostegno all’Ucraina

01.10.2025 16:15
Quattro paesi UE hanno speso più per il gas russo che per il sostegno all’Ucraina
Quattro paesi UE hanno speso più per il gas russo che per il sostegno all’Ucraina

Secondo un’analisi pubblicata da Greenpeace e ripresa il 30 settembre da Deutsche Welle, tra il 2022 e il 2025 Francia, Belgio, Spagna e Paesi Bassi hanno acquistato gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia per un valore complessivo di 34,3 miliardi di euro, superando i 21,2 miliardi destinati nello stesso periodo all’Ucraina. Lo studio mette in evidenza la persistente dipendenza energetica europea da Mosca, nonostante gli sforzi di riduzione dopo l’inizio della guerra.

La crescita delle importazioni di GNL russo

Dal 2022 le forniture via gasdotto si sono drasticamente ridotte, mentre le spedizioni di GNL su navi metaniere sono aumentate, garantendo entrate miliardarie al Cremlino. Nel 2024 l’Unione europea ha registrato un record di importazioni: 22 miliardi di metri cubi, il 19% in più rispetto all’anno precedente. La quota della Russia sul mercato europeo del GNL ha così superato il 20%, principalmente grazie alle forniture di Novatek e della sua controllata Yamal LNG.

Secondo Greenpeace, solo tra il 2022 e il 2024 Yamal LNG ha incassato circa 40 miliardi di dollari dalla vendita di gas all’Europa, versando nelle casse russe 9,5 miliardi di dollari in tasse. Con tali risorse Mosca avrebbe potuto finanziare milioni di munizioni, migliaia di droni Shahed o carri armati T-90M, evidenziando il legame diretto tra entrate energetiche e capacità militare russa.

Il nuovo pacchetto di sanzioni europee

A settembre la Commissione europea ha approvato il 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, che introduce il divieto di importare GNL russo a partire da gennaio 2027. Inizialmente lo stop era previsto per la fine del 2027, ma la data è stata anticipata anche a seguito delle pressioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha accusato l’Europa di continuare a finanziare l’aggressione russa contro l’Ucraina. La decisione definitiva dovrebbe essere ratificata nelle prossime settimane.

Gli esperti sottolineano che misure più incisive potrebbero includere sanzioni mirate contro le petroliere che trasportano GNL di origine russa e contro Novatek, principale fornitore di gas liquefatto al mercato europeo. Un simile approccio ridurrebbe significativamente i margini operativi e gli introiti dell’azienda.

Oltre Mosca: il rischio di nuova dipendenza?

Lo studio di Greenpeace avverte anche del pericolo che l’UE sostituisca la dipendenza dalla Russia con quella dagli Stati Uniti. Nel solo primo semestre del 2025, l’Europa ha importato 52,7 miliardi di metri cubi di GNL americano. Tuttavia, analisti europei respingono l’idea di un rischio sistemico: la Norvegia rimane il principale fornitore di gas, mentre gli Stati Uniti sono considerati un partner strategico e non un avversario geopolitico. Inoltre, l’UE ha accelerato la diversificazione delle fonti, ampliando le infrastrutture per ricevere forniture anche da Qatar, Australia e altri paesi.

Il mercato globale del GNL vedrà profonde trasformazioni tra il 2026 e il 2027, quando entreranno in funzione nuovi impianti produttivi negli Stati Uniti, in Qatar e in Australia. Parallelamente, la Cina potrebbe ridurre le proprie importazioni da Washington e Canberra, liberando ulteriori volumi destinati al mercato europeo e rafforzando la capacità del continente di ridurre al minimo la dipendenza da Mosca.

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