Giovedì, Orazio Maurizio Musumeci ha effettuato un blitz sul palco del teatro Franco Parenti di Milano, dove si svolgeva un evento legato al Referendum sulla Giustizia, dichiarando di aspettarsi le dimissioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Musumeci, che aveva annunciato sui suoi social di voler incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è avvicinato al palco prima dell’inizio dell’evento per consegnarle un libro, riporta Attuale.
«Sono entrato, mi sono accostato al palco e ho aspettato che salisse la premier. Prima che iniziasse ho chiesto a un agente della sicurezza di spostarsi, che dovevo salire sul palco per consegnarle questo libro. Non ho fatto nessuna forzatura e nessuna violenza», ha dichiarato Musumeci, l’uomo che ha interrotto l’evento pochi istanti prima dell’arrivo di Meloni. Si è fatto notare avvicinandosi al microfono e esprimendo la sua opinione sulle dimissioni del Capo dello Stato.
«Volevo regalarle il mio libro»
Secondo quanto spiegato dall’uomo all’agenzia Adnkronos, la sua azione era finalizzata ad avvisare Meloni riguardo le modifiche che stanno avvenendo alla Costituzione. «Avevo già anticipato nelle mie pagine di Facebook che avrei fatto una sorpresa alla presidente del Consiglio per regalarle il mio libro», ha aggiunto Musumeci, affermando di non avere rapporti personali con alcun esponente del governo, eccetto un saluto al ministro Carlo Nordio.
Chi è Orazio Maurizio Musumeci
Originario di Catania e residente a Pavia, Musumeci si definisce su Facebook come «direttore generale spa e amministratore non delegato tecnico dello Stato superpartes dal 2007». Come riportato da Repubblica, ha fondato una pseudo accademia della politica e qualche anno fa si è proposto per la carica di Presidente della Repubblica. Si fa chiamare onorevole, nonostante non sia mai stato eletto, e sembra essere particolarmente fissato con le dimissioni di Mattarella, ritenuto da lui «amministratore non delegato dello Stato». Recentemente, ha postato sui social che «spetta alla Corte Costituzionale farlo dimettere».