Il tribunale di Helsinki archivia il caso contro l’equipaggio della nave Eagle S per il sabotaggio dei cavi sottomarini
Un tribunale di Helsinki, in Finlandia, ha archiviato il processo contro l’equipaggio della nave Eagle S, accusato di aver sabotato nel dicembre del 2024 cinque cavi sottomarini nel mar Baltico, trascinando l’ancora sul fondale per circa 90 chilometri, riporta Attuale.
La Eagle S era partita da San Pietroburgo, in Russia; le autorità finlandesi ritengono che facesse parte della cosiddetta “flotta fantasma” della Russia, un gruppo di navi utilizzate per operazioni illegali di trasporto di petrolio che aggirano le sanzioni imposte da molti paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina.
La procura aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo di carcere per il comandante Davit Vadatchkoria e gli ufficiali Robert Egizaryan e Santosh Kumar Chaurasia, accusati di danneggiamento aggravato e interferenze illecite nelle telecomunicazioni. La procura sosteneva che la Finlandia avesse giurisdizione sull’evento a causa delle conseguenze subite dal paese, tra cui i costi per la sistemazione del cavo. Tuttavia, il tribunale ha riconosciuto i danni economici, ritenendoli non sufficientemente gravi per esercitare la propria giurisdizione, classificando l’evento come un incidente marittimo.
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, un processo può essere svolto solo dallo stato in cui è registrata la nave e dal paese di provenienza degli imputati. La Eagle S è registrata nelle Isole Cook, mentre il comandante è georgiano.