Roma, 4 ottobre 2025 – Anziani e burocrazia: nel labirinto ci perdiamo tutti, ma chi è più avanti con gli anni rischia di essere addirittura tagliato fuori dai servizi. Lo sa bene Domenico Pantaleo, presidente nazionale Auser, che guida una rete di “1.869 sedi sparse in tutta Italia, dove assistiamo le persone anche nella compilazione dei moduli e garantiamo, per esempio, assistenza informatica. Oggi quasi tutto avviene online, dalle visite alla prenotazione, fino all’accesso alle pubbliche amministrazioni. Pertanto, offriamo anche supporto in questo ambito. Talvolta, allestiamo veri e propri sportelli, mentre in altre situazioni forniamo assistenza a chi ci chiede aiuto. Con i nostri sistemi informatici, orientiamo le persone nella compilazione dei documenti. Recentemente, abbiamo condotto una videochiamata con l’Inps per la prestazione universale, riporta Attuale.
Che cos’è la prestazione universale
Di cosa si tratta? “La prestazione universale – chiarisce il presidente – è prevista dalla legge sulla non autosufficienza ed è riservata agli ultraottantenni. Il decreto attuativo assicura l’accesso alla misura a chi ha più di 80 anni, un Isee inferiore a 6mila euro, e riceve l’assegno di accompagnamento. L’importo è di 850 euro e richiede la compilazione di un questionario.” Non saranno molti quelli con un Isee da 6mila euro, si spera.
“In effetti è così. I non autosufficienti in Italia sono 4 milioni, ma la platea che può beneficiare di questo aiuto è molto limitata, non superiamo le 250mila persone. Abbiamo un contenzioso aperto con il governo su questo tema, oltre che sulla legge 33, molto valida ma priva di fondi.”
Unica certezza: moduli da compilare
Rimanendo nel labirinto della burocrazia: “Ormai qualsiasi prestazione, sia essa fornita da Comune o Asl, deve passare attraverso meccanismi complessi e il trasferimento dei servizi online complica ulteriormente la situazione. La maggior parte degli anziani non è in grado di utilizzare queste tecnologie e, quindi, si rivolge a noi. Offriamo anche corsi per loro e abbiamo testato un ulteriore sistema.”
Ragazzi ‘tutor’ dei nonni
Auser ha deciso di implementare l’alternanza scuola-lavoro in corsi intergenerazionali, nel quale i giovani insegnano agli anziani come utilizzare questi strumenti. Oltre alla dimensione tecnica, è fondamentale anche il rapporto tra generazioni.
“Gli anziani tagliati fuori dalla società civile”
Gli over 65 rischiano di essere esclusi dalla società civile? “Sì, ma il problema non si limita alle pratiche complesse. Questo spostamento verso sistemi informatizzati aggrava la situazione. Se non si padroneggiano questi strumenti, si rischia di essere ulteriormente emarginati. Sottolineo questo punto: occorre sburocratizzare il più possibile, ma anche favorire l’inclusione digitale degli anziani. La complicatezza dei sistemi tende a scoraggiare gli utenti più anziani nell’utilizzo dei servizi, rendendo l’accesso sempre più problematico.”
La rete nella rete
Qual è la richiesta più comune tra i vostri associati?
“In particolare, sono attività sanitarie. Il nostro sistema, chiamato Filo d’argento, offre tre servizi: al telefono riceviamo richieste per prenotare una visita o accompagnare qualcuno. Andare a fare una visita può diventare un’impresa ardua, soprattutto se i mezzi pubblici non funzionano. Nelle aree interne del nostro paese vive il 53% della popolazione, e gli anziani sono la maggioranza. A volte, per raggiungere un ambulatorio situato a dieci chilometri, non ci sono mezzi pubblici, e quindi dobbiamo fornire un accompagnamento.”
Le visite mediche, il problema più sentito dagli over 65
“Siamo un’associazione di volontariato aperta a tutti, indipendentemente dall’iscrizione. Le attività di volontariato rispondono a esigenze generali, non solo ai soci. Se un non iscritto all’Auser richiede accompagnamento, è nostro dovere aiutarlo. Lo stesso vale per la prenotazione di visite.”
“Ogni anno percorriamo milioni di chilometri, contiamo su 30mila volontari e abbiamo a disposizione migliaia di pulmini, a volte in collaborazione con i Comuni. La nostra attività principale è proprio questa.” Il volontariato supplisce dove lo Stato non interviene?
“Sì, ed è tragico. Questa tendenza, che tentiamo di combattere come Auser, suggerisce che il volontariato debba sostituire l’assistenza pubblica; tuttavia, questa non è una nostra visione. Si sta espandendo a macchia d’olio e non si limita agli anziani, ma coinvolge anche altre categorie, come i disabili. Alcuni Comuni in difficoltà finanziarie non garantiscono più il trasporto dei disabili verso le scuole. Così, man mano che diminuisce l’intervento pubblico, si chiede al volontariato di coprire queste lacune. Noi come Auser riteniamo fondamentale che le nostre attività siano complementari e non sostitutive dell’assistenza pubblica.”