Massimo Morelli della Bocconi: “Le leggi mal scritte costano all’Italia il 5% del Pil”

05.10.2025 03:25
Massimo Morelli della Bocconi: “Le leggi mal scritte costano all'Italia il 5% del Pil”

La burocrazia italiana inghiotte 110 miliardi di euro

Milano, 5 ottobre 2025 – La burocrazia delle leggi scritte male si mangia 110 miliardi, equivalente al 5% del Pil. Secondo il professor Massimo Morelli, economista esperto e docente alla Bocconi, questo costo deriva da una serie di effetti negativi che influiscono sugli investimenti delle imprese e sulla creazione di nuovi business, riporta Attuale.

Morelli, in un’intervista rilasciata da Cambridge, dove si trova per un anno sabbatico, ha spiegato che “la maggiore incertezza legale causata dall’ambiguità delle norme riduce gli investimenti”, influenzando così l’attività economica. Attraverso un lavoro accademico condotto con Luigi Guiso, Claudio Michelacci e Tommaso Giommoni, il professor Morelli ha analizzato il costo della burocrazia, evidenziando problemi sistematici nella scrittura delle leggi.

“Nel nostro lavoro – ha aggiunto – ci siamo appoggiati ai manuali di scrittura delle leggi redatti dai giuristi stessi, come Sabino Cassese. Tra gli elementi che rendono una legge inefficace ci sono la lunghezza e l’uso di gerundio, che genera ambiguità”.

Infatti, Morelli sottolinea che la responsabilità della cattiva scrittura delle leggi è spesso attribuibile all’instabilità politica. “Durante questi periodi – ha affermato – i legislatori tendono a concentrarsi su scadenze a breve termine, cercando di ottenere vantaggi elettorali”.

Un’ulteriore critica riguarda il sistema giudiziario: Morelli ha osservato che “le sentenze poco chiare vengono frequentemente ribaltate dalla Cassazione”. Questo è dovuto al fatto che l’interpretazione della legge può variare in base alla chiarezza della scrittura. “Leggi scritte male aumentano la probabilità di bocciature”, ha affermato, mettendo in evidenza il disaccordo tra Cassazione e tribunali di merito. “Se una legge è ambigua, è più facile che venga interpretata in modi diversi”, ha chiarito.

A partire dalla sua esperienza internazionale, Morelli ha confrontato la situazione italiana con quella di altri paesi. “Negli Stati Uniti – ha detto – si possono osservare fenomeni simili a quelli italiani, come la proliferazione legislativa causata dalla necessità dei rappresentanti di mostrare attività e quindi accrescere le loro chances elettorali”. Tuttavia, ha aggiunto che negli stati americani le leggi tendono a essere più efficaci, poiché “spesso vengono copiate da chi le ha scritte meglio”.

Concludendo, Morelli ha suggerito che l’Italia dovrebbe imparare dalle pratiche virtuose adottate a livello statale negli Stati Uniti. “È fondamentale isolare la motivazione politica da quella legislativa per migliorare la qualità delle leggi”, ha osservato, mettendo in evidenza l’importanza di una burocrazia efficace e bene organizzata.

Infine, toccando il tema della disabilità, Morelli ha espresso preoccupazione per le scelte politiche che possono influenzare negativamente le persone con disabilità. “Se il governo riduce il supporto mentre cambia le leggi, molti non hanno nemmeno idea dei cambiamenti in atto”, ha ribadito, sottolineando l’importanza di una comunicazione chiara e di un sistema legislativo ben strutturato.

In aggiunta, ha parlato dell’evoluzione tecnologica e di come oggi le nuove generazioni di studenti non vedenti abbiano accesso a strumenti che offrono un vantaggio competitivo. “Oggi, i giovani non vedenti possono eccellere anche in campi come la programmazione”, ha affermato, evidenziando una progressiva inclusione nella società.

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