Raphaël Glucksmann: La sinistra francese e la questione del lavoro
Il leader del movimento Place publique, Raphaël Glucksmann, ha tenuto incontri e comizi nel piccolo comune di La Réole, segnando un punto centrale nella politica francese nonostante la sua popolazione di meno di cinquemila abitanti. In un contesto di crescente divisione tra l’élite parigina e il resto del Paese, Glucksmann, eurodeputato e cosmopolita, punta a capitalizzare il disagio sociale per promuovere un rilancio progressista, riporta Attuale.
In concomitanza con la formazione del governo Lecornu, atteso al voto parlamentare per martedì, Glucksmann si è espresso riguardo alle sfide che attendono la Francia e l’Europa. In un’intervista rilasciata a diversi media, ha esposto le sue posizioni su questioni cruciali come la giustizia fiscale e il potere d’acquisto, affermando: «Rispetto alle nostre richieste, finora Sébastien Lecornu ha chiuso le porte in modo chiarissimo, e quando ha cominciato ad aprirle lo ha fatto in modo molto confuso». Ha quindi sottolineato l’importanza di un cambiamento radicale sulle questioni fondamentali come salari e giustizia fiscale, e l’urgenza di ascoltare le richieste dei cittadini francesi.
Glucksmann ha anche parlato della proposta di introdurre una tassa sui super-ricchi, similmente alla misura nota come “tassa Zucman”. «Siamo riusciti a porre la giustizia fiscale al centro del dibattito pubblico», ha dichiarato, ribadendo che l’attuale proposta del premier non è sufficiente per affrontare le necessità fiscali dei francesi e dei miliardari.
In un contesto più ampio, ha esaminato la crescente vulnerabilità delle democrazie occidentali di fronte all’estrema destra, collegando la questione del lavoro e delle condizioni di vita alle difficoltà del consenso popolare. «Non riusciremo a fermare l’ondata populista se non ascoltiamo la frustrazione dei lavoratori e se non li mettiamo al cuore del contratto sociale», ha avvertito.
Glucksmann ha anche affrontato il tema della sinistra francese, sottolineando la necessità di tornare alle radici della questione lavorativa: «Il lavoro non basta ad arrivare alla fine del mese, tanto meno a comprarsi una casa. È inaccettabile», ha aggiunto, richiamando l’attenzione sulla necessità di rivedere le politiche fiscali esistenti che penalizzano il lavoro a favore del capitale.
In risposta alle preoccupazioni emerse rispetto al ruolo della sinistra nelle questioni internazionali, Glucksmann ha affermato che non vi è gerarchia tra le questioni: «Tutte le questioni sono legate. Se l’Europa è debole di fronte a Putin o Xi Jinping, è perché abbiamo smesso di essere società di produzione e del futuro», ribadendo la necessità di una Francia forte e unita.
Infine ha indicato la sua posizione politica per il futuro: «Una linea chiara e inderogabile: né con Macron né con Mélenchon», concludendo che una sua candidatura per l’Eliseo dipenderà dalla volontà di vincere e non di essere uno dei perdenti.
Ma come si fa a dire che il lavoro non basta per vivere? È una follia! Qui in Italia siamo alle solite, anche i nostri politici dovrebbero ascoltare di più i cittadini e non i pochi privilegiati. Se non si cambia rotta, il futuro sarà sempre più buio… e non è solo un problema francese, eh!