Nuovi negoziati tra Israele e Hamas iniziano a Sharm el Sheikh in Egitto

06.10.2025 17:15
Nuovi negoziati tra Israele e Hamas iniziano a Sharm el Sheikh in Egitto

Iniziati i negoziati tra Israele e Hamas a Sharm el Sheikh

A Sharm el Sheikh, in Egitto, iniziano i nuovi negoziati indiretti tra Israele e Hamas per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, basati sul piano proposto dal presidente statunitense, Donald Trump, sostenuto da Israele e parzialmente accettato anche da Hamas, riporta Attuale. Resta da chiarire una serie di condizioni, in primis quelle relative al rilascio degli ostaggi, nonostante la fretta di Trump di raggiungere un accordo.

I negoziati sono indiretti, poiché Hamas e Israele non comunicano direttamente, ma attraverso i mediatori Stati Uniti, Egitto e Qatar, simile alla formula u2018già utilizzata nei negoziati tra Russia e Ucraina. La delegazione israeliana è guidata dal ministro degli Affari strategici, Ron Dermer, alleato stretto del primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale potrebbe non partecipare subito e direttamente ai negoziati, a seconda degli sviluppi. La delegazione di Hamas è guidata da Khalil al Hayya, uno dei leader che Israele ha tentato di uccidere all’inizio di settembre.

Presso il tavolo delle trattative ci saranno anche l’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero di Trump, che ha partecipato alla redazione del piano di pace. Per il Qatar, sarà presente il primo ministro e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani. I mediatori non solo comunicano tra Israele e Hamas, ma anche tra di loro. Recentemente, il Qatar e l’Egitto hanno trasmesso agli Stati Uniti le richieste di Hamas riguardo ai chiarimenti sul piano, aggiornato senza il loro consenso su richiesta di Netanyahu, mentre Trump ha emesso ultimatum sempre più minacciosi.

Trump ha esercitato pressione sui negoziatori affinché accelerassero il processo e ha contattato Netanyahu, esprimendo di aspettarsi che le trattative durino u2018un paio di giorniu2019. Tuttavia, ci sono aspetti cruciali ancora da chiarire, tra cui il rilascio di 20 ostaggi ancora vivi e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza.

Il piano prevede la liberazione degli ostaggi entro 72 ore dall’approvazione dell’accordo, ma ci sono dubbi sulla praticabilità di questa tempistica, espressi anche da Hamas. Inoltre, non è ancora stata definita la lista di quasi 2.000 prigionieri palestinesi che dovrebbero essere rilasciati in cambio. La Croce Rossa ha offerto assistenza per le operazioni di liberazione, come avvenuto in precedenti scambi durante i periodi di cessate il fuoco.

Un altro punto critico è il ritiro graduale delle truppe israeliane, il cui programma non è specificato nel piano. Hamas richiede che tale ritiro sia completato prima della liberazione degli ostaggi. Una mappa recentemente rilasciata dall’amministrazione Trump mostra una continua occupazione di gran parte della Striscia durante le fasi del piano proposto.

In passato, Hamas ha sempre rigettato condizioni di disarmo e di esclusione dal futuro governo di Gaza, entrambe presenti nel piano. Tuttavia, queste questioni potrebbero essere discusse in seguito alla liberazione degli ostaggi. Fonti internazionali hanno segnalato che Netanyahu sta cercando di u2018spacchettareu2019 l’accordo, mirato a garantire rapidamente il rilascio degli ostaggi e discutere gli altri aspetti successivamente. Durante il fine settimana, il primo ministro israeliano ha manifestato speranza per una soluzione nei prossimi giorni, aggiungendo che Hamas sarà disarmato u2018diplomaticamente o militarmente da noiu2019.

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