Ilaria Salis evita il carcere in Ungheria grazie a un voto decisivo
L’eurodeputata Ilaria Salis, appartenente ad Avs, ha evitato di tornare in carcere in Ungheria, grazie a un voto che ha visto la sua immunità mantenuta per un solo voto di scarto. Nello scrutinio segreto durante la plenaria del Parlamento europeo, su 628 votanti, i favorevoli alla continuazione dell’immunità sono stati 306, contro 305 contrari e 17 astenuti. Il gruppo del Ppe ha chiesto di ripetere il voto a causa di un problema tecnico con la scheda dell’eurodeputato Markus Ferber, ma tale richiesta è stata respinta dalla presidente Roberta Metsola, riporta Attuale.
“La Lega vorrebbe vedermi marcire in Ungheria – ha commentato Salis – sono fascisti, ma la democrazia è antifascista. I veri traditori sono loro, che consegnerebbero una loro concittadina a un regime autoritario”. Sorprendentemente, il voto che ha salvato Salis è giunto da alcuni membri del centrodestra, inclusi alcuni esponenti del Ppe, nonostante il 378 parlamentari avrebbero dovuto votare contro l’immunità. Questo ha riacceso la frattura tra i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, con Salvini che ha accusato Forza Italia di aver “giocato” nel voto segreto per salvare Salis.
Nicola Procaccini, rappresentante europeo di Giorgia Meloni, ha cercato di spostare l’attenzione accusando “la sinistra italiana e europea” di non voler perseguire Salis, mentre Tajani ha risposto in modo deciso, negando accuse di tradimento e affermando: “Non ci sono giochi strani, noi siamo sempre stati leali e coerenti”. Di contro, Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, ha insistito che il Ppe è stato determinante nel salvataggio di Salis, scatenando una risposta da parte del deputato di Forza Italia, Stefano Benigni, che ha esortato a presentare prove concrete piuttosto che fare affermazioni infondate.
Il voto finale ha visto un’alleanza inaspettata, con il sostegno dei gruppi di Socialisti, Renew, Verdi e The Left, che hanno totalizzato 312 voti. Tuttavia, la mancanza di un numero sufficiente di voti contrari ha acceso speculazioni riguardo a possibili franchi tiratori all’interno di Forza Italia, con alcune voci che suggeriscono implicitamente il consenso di Tajani per evitare tensioni internazionali. Da notare l’impegno di esponenti come Brando Benifei e Pina Picierno, che hanno giocato un ruolo cruciale nella costruzione di alleanze tra i parlamentari. La leader dei Democratici, Elly Schlein, ha commentato positivamente il risultato, evidenziando l’importanza del rispetto dello stato di diritto e rilevando come in Ungheria Salis non avrebbe ricevuto un processo equo.