Revoca dell’incarico legale per Andrea Sempio nel caso Poggi
Garlasco (Pavia), 15 ottobre 2025 – Andrea Sempio, sotto indagine dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, ha deciso di revocare l’incarico all’avvocato Massimo Lovati. La decisione è giunta in un momento delicato, quando si è avvicinato il termine dell’incidente probatorio. Sempio aveva preannunciato una “pausa di riflessione” dopo un incontro chiarificadorе, culminata nella separazione legale, riporta Attuale.
La tempesta mediatica attorno a Lovati
Sulla scelta di Sempio ha influito la bufera scatenatasi contro Lovati, in seguito alla pubblicazione di un video sul canale YouTube “Falsissimo” di Fabrizio Corona, che ha portato a una seconda segnalazione al Consiglio disciplinare di Milano dall’Ordine degli avvocati di Pavia. Questo evento ha spinto la Procura a emettere un comunicato ufficiale di smentita. Inoltre, le recenti dichiarazioni di Lovati, che ha incluso attacchi personali a Sempio, definendolo “un disadattato”, e commenti negativi sui suoi genitori, hanno ulteriormente complicato la situazione.
La strategia difensiva in discussione
Con la revoca dell’incarico, Sempio non ha ancora annunciato un nuovo legale, il quale sarà presentato venerdì, a fianco dell’avvocata Angela Taccia, storica amica dell’indagato. Questa scelta punterebbe a rafforzare la strategia difensiva, preannunciata da Sempio stesso in un contesto di crescente pressione mediatica e legale.
Il ruolo di Angela Taccia
Anche se Lovati ha occupato una posizione predominante nel dibattito pubblico, è stata in realtà l’avvocata Taccia a gestire la difesa durante l’incidente probatorio, anche nell’udienza del 26 settembre, che ha prorogato i termini per 70 giorni. La sua presenza si è rivelata cruciale in un contesto di indagini in corso, con l’udienza finale fissata al 18 dicembre.
Nuovo consulente legale e accuse di corruzione
In attesa dell’udienza, Sempio ha già sostituito il suo consulente legale con Armando Palmegiani, dopo la rinuncia del generale Luciano Garofano. Quest’ultima decisione sarebbe stata dettata da divergenze sulla linea difensiva in un contesto imbevuto da accuse di corruzione risalenti al 2017, che hanno portato la procura a indagare sulla provenienza di documenti in possesso di Lovati, ancora secretati al tempo.