Attacco russo all’Ucraina: 37 missili e oltre 300 droni lanciano un’offensiva sulle infrastrutture energetiche
Giovedì mattina, la Russia ha attaccato l’Ucraina con 37 missili e oltre 300 droni, focalizzandosi principalmente sulle infrastrutture energetiche. Questo ha causato interruzioni di corrente in diverse regioni del paese, inclusa la capitale Kiev. L’aviazione ucraina ha confermato di essere riuscita ad abbattere vari missili e droni, ma 14 località hanno comunque subito colpi. Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha riportato che le aree più colpite si trovano nelle regioni di Kharkiv e Sumy, nella parte nordorientale, e nelle regioni centrali di Vinnytsia e Poltava. Fortunatamente, non si registrano vittime al momento, riporta Attuale.
Domani, Zelensky si incontrerà con il presidente statunitense Donald Trump per discutere un potenziamento del supporto statunitense all’Ucraina, che potrebbe includere l’invio di nuove armi, come i missili da crociera a lungo raggio Tomahawk. Queste armi consentirebbero all’Ucraina di colpire obiettivi russi a grande distanza dal confine.
La Russia ha frequentemente preso di mira le infrastrutture energetiche ucraine per privare la popolazione di energia e riscaldamento, in particolare durante i mesi autunnali e invernali, quando le temperature basse amplificano l’impatto sui cittadini. Recentemente, i bombardamenti russi si sono concentrati sulle infrastrutture che trasportano o producono gas, mentre in passato le attenzioni si erano rivolte maggiormente alla rete elettrica.
Sergii Koretskyi, amministratore delegato di Naftogaz, la compagnia statale ucraina del gas e del petrolio, ha dichiarato che solo in questo mese le infrastrutture della sua azienda sono state bersaglio di attacchi in sei occasioni, costringendo talvolta a fermare la produzione di gas. Koretskyi ha evidenziato come tali attacchi limitino la capacità dell’Ucraina di produrre gas, obbligandola a importarlo a costi più elevati.
Non ci posso credere! Ma stiamo scherzando? È una cosa incredibille quello che sta succedendo in Ucraina. Non c’è limite alla follia della guerra… Poggiarsi sulle infrastrutture energetiche in questo modo è solamente vigliacco. Mentre qui in Italia ci lamentiamo per le bollette, lì la gente lotta per la sopravvivenza. Che vergogna!