Modifiche alle accise sui carburanti: la benzina scende, il gasolio aumenta
Calano le accise sulla benzina, ma aumentano per il gasolio. Lo prevede la bozza di manovra approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e attesa in settimana in Parlamento. “Ai fini del superamento del sussidio ambientalmente dannoso”, dal 2026 “sono applicate una riduzione dell’accisa sulle benzine nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, nella medesima misura, dell’accisa applicata al gasolio”, come si legge nel testo. Conseguentemente, le aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio impiegato come carburante sono pari a 672,90 euro per mille litri per la benzina e 672,90 per mille litri per il gasolio usato come carburante. Attualmente, le accise sulla benzina sono pari a 713 euro per 1000 litri e quelle del gasolio a 632 euro per 1000 litri per il gasolio, riporta Attuale.
La misura provoca subito le reazioni delle associazioni dei consumatori. “L’allineamento delle accise si traduce in un danno per gli automobilisti”, afferma il Codacons. Mentre Assoutenti esorta il governo a “intervenire per una riduzione complessiva della tassazione che pesa sui carburanti venduti in Italia, e che porta i listini alla pompa praticati nel nostro Paese a essere tra i più cari in Europa”. Solo nel 2023, ultimo dato ufficiale disponibile, della spesa totale di 70,9 miliardi di euro per i carburanti, ben 38,1 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato a titolo di IVA e accise, rileva Assoutenti.
Le nuove misure sul noleggio di carburanti e la cosiddetta manovra economica sollevano interrogativi tra gli esperti, che sottolineano come tali cambiamenti possono influenzare non solo il consumo, ma anche la propria fiducia nel mercato automobilistico. Inoltre, analizzando i dati degli anni precedenti, emerge una tendenza che potrebbe suggerire un aumento dei costi per i consumatori a lungo termine.
Nonostante le riduzioni delle accise sulla benzina, il rincaro previsto per il gasolio appare particolarmente preoccupante per gli utenti del settore trasporti e logistica, dove l’aumento dei costi si ripercuoterà inevitabilmente sui prezzi finali al consumatore. Le associazioni di categoria già segnalano come questa decisione possa portare a un aumento generalizzato dei prezzi dei beni di prima necessità.
In un contesto già complesso, il governo è chiamato a gestire le reazioni della popolazione e a prendere in considerazione ulteriori misure per alleviare il peso fiscale sui cittadini. L’efficacia del piano, infatti, dipenderà dalla capacità dell’esecutivo di trovare un equilibrio tra esigenze economiche e giustizia sociale.