Possibile riavvicinamento tra Chiesa cattolica e Corona inglese, sullo sfondo della storia dello scisma
Un evento storico potrebbe segnare l’inizio di una soluzione a un antico scisma che ha diviso la Chiesa cattolica e la corona d’Inghilterra. Alcuni osservatori hanno sottolineato la necessità di un Papa americano per affrontare questo controverso e complesso diverbio. Tuttavia, le diplomazie di entrambe le parti hanno risposto con cautela, avvertendo di non lasciarsi prendere da facili entusiasmi o allarmismi. La chiusura dello scisma, risalente a quasi cinquecento anni fa con papa Clemente VII e Enrico VIII Tudor, potrebbe suscitare malumori sia tra i fedelissimi della Chiesa di Roma sia negli ambienti anglicani più radicali, riporta Attuale.
Papa Prévost e Carlo III hanno pregato insieme, portando con sé il peso delle proprie storie e titoli. Leone XIV, in particolare, rifletteva sull’eredità di Leone X, il quale sottovalutò inizialmente la Riforma di Martin Luther. Allo stesso modo, Carlo III è consapevole della sua omonimia con i suoi predecessori Stuart, Carlo I e Carlo II. Entrambi i leader religiosi potrebbero aver considerato l’influenza di Luther, il quale, in quanto agostiniano, rappresenta una figura archetipica nella spiritualità attuale.
La preghiera ecumenica condivisa, sebbene moderata e prudente, rispecchiava un approccio di buoni sentimenti e formule liturgiche cautamente distanti dai dogmi. Enrico VIII, noto per il suo ruolo di Defensor Fidei, non aveva del tutto assimilato i fondamenti della Riforma. Tuttavia, la Chiesa d’Inghilterra, sotto l’influenza dei calvinisti puritani, aveva cominciato, tra Cinquecento e Seicento, a avvicinarsi al protestantesimo. Questo processo ha subito correzioni nei secoli successivi, con un resurgere di simpatia per le cerimonie cattoliche e alcune conversioni verso un sincretismo angloromano e celtoromano. Un’eventuale unione delle Chiese sembra ancora lontana, sebbene un orizzonte comune sia visibile.