L’Europa deve decidere sul sostegno a Kiev dopo il ritiro degli Usa

02.11.2025 23:45
L'Europa deve decidere sul sostegno a Kiev dopo il ritiro degli Usa

Nell’ultimo triennio dall’aggressione russa all’Ucraina, l’Europa e gli Stati Uniti hanno incrementato il loro supporto al governo di Kiev, con aiuti che sono passati da 74 miliardi di euro nel 2022 a 89 miliardi nel 2024, come riportato dal Kiel Institute for International Economics. Il supporto statunitense ha superato quello europeo, ma ora l’Europa si trova da sola a finanziare il bilancio di Kiev, poiché l’amministrazione di Donald Trump ha interrotto ogni trasferimento o prestito. Per il 2025, il fabbisogno di Kiev è stimato in almeno 60 miliardi di euro, il cui finanziamento rimane incerto.

L’idea di vittoria

La soluzione al conflitto per i governi dell’Unione Europea dipende dalla loro capacità di affrontare un dilemma cruciale. L’idea di vittoria per Kiev si basa sulla capacità di mantenere la linea del fronte nel lungo termine, causando alla Russia costi umani, sociali e finanziari tali da costringere Vladimir Putin a congelare il conflitto.

I territori e il futuro nell’Ue

L’Ucraina rischia di uscire dall’attuale conflitto con una perdita di controllo su circa un quinto del suo territorio e con un bilancio umano tragico, ma mantenendo la sua indipendenza e aspirazioni verso l’Unione Europea. La resistenza del Paese è essenziale; secondo Oleksandr Kamyshin, consigliere speciale di Volodymyr Zelensky, l’industria della difesa ucraina opera attualmente a un terzo del suo potenziale a causa della mancanza di fondi. Pertanto, l’accesso alle riserve congelate di Mosca, valutate attorno ai 140 miliardi di euro, diventa cruciale per il proseguimento della guerra.

Posizioni differenti

I Paesi del Nord Europa, la Germania e la maggior parte dell’Europa centrale e orientale intendono utilizzare questi fondi congelati come un anticipo per le riparazioni che Mosca dovrà pagare per la sua aggressione. Italia e Francia, pur seguendo, mostrano riluttanza, preoccupate per possibili responsabilità finanziarie nel caso in cui un tribunale internazionale non legittimasse l’uso delle riserve russe. Anche il Belgio esprime opposizione per simili motivi, considerato che gran parte dei beni congelati si trova a Bruxelles.

Entrate in calo per Mosca

Una decisione dovrebbe essere presa entro il Consiglio europeo del 18 dicembre, e potrebbe modificare gli equilibri del conflitto, poiché si sta rivelando insostenibile anche per il Cremlino. Le nuove sanzioni statunitensi sul petrolio potrebbero aggravare ulteriormente le entrate di Mosca, soprattutto se la Cina non riuscisse a compensare il calo della domanda da parte dell’India. Intanto, l’economia russa continua a mostrare segni di debolezza, con un aumento dell’inflazione e prove sostanziali che attestano l’impatto negativo delle sanzioni, come dimostrato da uno studio del Massachusetts Institute of Technology, che evidenzia un crollo del 27% nelle forniture dei prodotti colpiti. Putin non potrà continuare la sua aggressione indefinitamente, specialmente se l’Europa si dimostrerà determinata a farglielo comprendere.

In conclusione, la situazione richiede una risposta incisiva e coordinata da parte dei leader europei. Solo così potrà dimostrarsi che l’Ucraina può resistere alla pressione e continuare a lottare per la sua sovranità, riporta Attuale.

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