Le elezioni cruciali negli Stati Uniti: test per Trump e per il Partito Democratico

04.11.2025 09:45
Le elezioni cruciali negli Stati Uniti: test per Trump e per il Partito Democratico

Elezioni cruciali negli Stati Uniti: un test per Trump e il Partito Democratico

Martedì negli Stati Uniti si terranno importanti elezioni, le prime dopo l’inizio del secondo mandato presidenziale di Donald Trump, avvenuto lo scorso gennaio. Queste votazioni rappresentano un “test” del suo operato e delle capacità del Partito Democratico di superare un periodo di crisi e divisioni interne; pertanto Trump ha cercato di influenzare diverse tornate elettorali. Tra le più significative ci sono almeno quattro elezioni da monitorare, riporta Attuale.

L’elezione maggiormente seguita, anche oltre i confini nazionali, è quella per il sindaco di New York. Il candidato favorito è Zohran Mamdani, un socialista di 34 anni sostenuto dal Partito Democratico. Mamdani ha condotto una campagna elettorale altamente efficace, specialmente tramite i social media. Nato in Uganda, se eletto diventerebbe il primo sindaco musulmano di New York.

Trump ha deciso di schierarsi con il candidato indipendente Andrew Cuomo, ex governatore di New York per due mandati e figura controversa del Partito Democratico. Sebbene Cuomo abbia perso le primarie contro Mamdani, ha intrapreso la corsa come indipendente.

È insolito che Trump, esponente del Partito Repubblicano, sostenga un candidato tipicamente associato ai Democratici, specialmente considerando che i Repubblicani hanno già un loro candidato, Curtis Sliwa, privo di reali possibilità di vittoria. Mamdani è etichettato dai suoi avversari come un politico radicale, un’accusa amplificata da Trump, che lo ha definito più volte «comunista». Al contrario, Cuomo è visto come un moderato, più vicino all’establishment del partito. Trump ha anche minacciato di ridurre i fondi federali per la città nel caso di una vittoria di Mamdani.

New York è una delle città più progressiste degli Stati Uniti e dove Trump ha minori consensi, nonostante sia la sua città natale: alle presidenziali del 2024, ha perso contro Kamala Harris con un distacco di 36 punti percentuali. Il margine di vittoria di Mamdani sarà dunque un indicatore chiave: superare il 50% sarebbe un ottimo risultato per i Democratici, dato che non è previsto alcun ballottaggio.

Si vota anche per eleggere i governatori di Virginia e New Jersey. Storicamente, la Virginia tende a eleggere candidati dell’opposizione rispetto al presidente in carica, dato che non ha mai visto vittorie repubblicane con Trump. I Repubblicani infatti sono riusciti a prevalere solo nel 2021, durante il mandato di Biden.

Il governatore uscente, Glenn Youngkin, non si ricandida a causa delle limitazioni costituzionali, ma la candidata Repubblicana, Winsome Earle-Sears, si trova in svantaggio nei sondaggi contro Abigail Spanberger, esponente della corrente moderata dei Democratici. Trump ha mostrato esitazione nel sostenere Earle-Sears, la quale nel 2022 aveva definito Trump «un ostacolo» alla sua elezione.

In New Jersey, i Democratici già governano e nella scorsa elezione, nel 2021, avevano vinto con un margine minimo. Questa volta, Mikie Sherrill dei Democratici e Jack Ciattarelli dei Repubblicani sono i principali contendenti, ma Sherrill è considerata la favorita.

Oggi si realizza anche una votazione speciale in California per modificare i collegi elettorali, un tipo di referendum per decidere le nuove circoscrizioni. La proposta, avallata dal governatore Democratico Gavin Newsom, mira a contestare un’altra legge approvata in Texas che avrebbe dato un vantaggio ai Repubblicani. Se approvata, la modifica potrebbe consentire ai Democratici di ottenere lo stesso numero di seggi in più.

Martedì si svolgeranno anche elezioni in città come Atlanta, Boston, Minneapolis e Seattle, dove i sindaci in carica dei Democratici dovrebbero probabilmente essere rieletti. Durante la campagna, Trump ha minacciato di inviare la Guardia Nazionale per affrontare presunti problemi di sicurezza nelle città governate dai Democratici.

2 Comments

  1. Non riesco a capire come Trump possa supportare Cuomo, un ex democratico. In Italia sarebbe come se Berlusconi appoggiasse un ex di sinistra! Le mie preoccupazioni aumentano, ma sono curioso di vedere come andrà a finire. La politica americana è come una soap opera!

  2. Incredibile come Trump stia cercando di appoggiare un Democratico! Non avevo mai visto una cosa del genere. Ma alla fine, gli elettori di New York non sono fessi, speriamo in una vittoria di Mamdani… sarebbe un vero colpo di scena! Non so, ma ci sono molte pecche nel sistema…

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