Emmanuel Grégoire trionfa a Parigi, sostenuto da un’ampia maggioranza
Il socialista Emmanuel Grégoire è stato eletto nuovo sindaco di Parigi, ottenendo oltre il 51% dei voti e respingendo l’assalto della candidata di destra Rachida Dati, che ha lasciato la sua carica di ministra della Cultura per cercare di conquistare la capitale, dopo aver rappresentato un ostacolo per Anne Hidalgo nel consiglio comunale, riporta Attuale.
Grégoire, in sella a una Velib’, ha celebrato la sua vittoria come un simbolo della trasformazione di Parigi, da città dominata dalle auto a leader europeo delle piste ciclabili, nonostante le critiche da parte dei suoi avversari che lo deridono nelle reti sociali. Il lascito di Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo, tuttavia, non sembra avere deluso gran parte degli elettori.
«Penso ai più deboli, a quelli che questa sera dormiranno per le strade di Parigi. Continueremo a proteggerli nel miglior modo possibile», ha affermato Grégoire visibilmente emozionato. Ha aggiunto che la sua amministrazione dedicherà poche ore ai festeggiamenti prima di tornare al lavoro.
La vittoria di Grégoire ha implicazioni significative a livello nazionale in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il socialista ha rifiutato di allearsi con il movimento di Jean-Luc Mélenchon, evitando compromessi o accordi last minute, e dimostrando una chiara separazione dalla sinistra radicale.
Sia a Parigi che in altre città come Marsiglia, i socialisti hanno ottenuto successi significativi. Benoît Payan ha vinto a Marsiglia senza alleanze con i melenchonisti. Manuel Valls, critico delle alleanze con la France insoumise, ha festeggiato le vittorie delle forze progressiste in tutta la Francia, evidenziando che le alleanze sbagliate sono state sconfitte in varie città.
Nondimeno, il Rassemblement National ha segnato progressi significativi, conquistando città nel sud-est, come Nizza con la collaborazione di Eric Ciotti. Manuel Bompard della France insoumise ha espresso fiducia per il futuro, suggerendo che la nuova Francia potrebbe un giorno superare il macronismo e l’estrema destra.