CANALE DI LANCASTER: RIFLESSIONI SULLE CRISI GLOBALI
CANALE DI LANCASTER (Canada settentrionale) – Domenica 23 agosto, la nostra navigazione è iniziata da Port Leopold verso Burnett Inlet, una baia nella vasta isola di Devon, a circa 80 miglia di distanza. Si tratta di un’impegnativa traversata di dodici ore, con una velocità di crociera tra i 6 e i 7 nodi, che annotiamo diligentemente nel diario, riporta Attuale.
Questa rotta segna il punto più settentrionale del Passaggio di Nord-Ovest, come sottolinea il capitano Alberto. I momenti di calma durante il viaggio ci offrono un’opportunità per riflettere su cronaca, storia e memoria. La luce verde del mare è interrotta dalla presenza di foche e iceberg, evocando una bellezza naturale straordinaria, ma anche la vulnerabilità del nostro ambiente di fronte alle azioni umane. Le attualità, tuttavia, pongono queste acque al centro della geopolitica globale.
La Cina sta rafforzando le sue rotte commerciali artiche, mentre la Russia continua a esportare energia dalla Siberia, creando tensioni con Canada e Stati Uniti. In questo contesto, il premier Mark Carney rifiuta gli accordi sui dazi imposti dall’ex presidente Donald Trump. Secondo un rapporto del New York Times, Ottawa si troverà sempre più spinta a unirsi con Europa e Cina per fronteggiare queste sfide.
Parallelamente, la guerra contro l’Iran voluta dagli Stati Uniti sta provocando la chiusura dello Stretto di Hormuz, aggravando ulteriormente le difficoltà delle tradizionali rotte commerciali in Medio Oriente. A Gaza e in Cisgiordania, la situazione rimane critica, con una feroce persecuzione della popolazione palestinese, facendo emergere la costante tensione tra la comunità internazionale e le politiche israeliane.
Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, sta ora abbracciando le posizioni più estreme del sionismo, che in passato erano mitigate da correnti più laiche e democratiche. Il fallimento degli accordi di Oslo ha intensificato l’intolleranza mentre le azioni del governo israeliano sollevano preoccupazioni tra le democrazie europee, allontanando il paese dai valori fondanti dell’Unione Europea.
Il clima geopolitico in Europa sta anche subendo trasformazioni a causa della crisi ucraina, con Volodymyr Zelensky alla guida di quello che dovrebbe essere l’avanguardia dell’esercito europeo. La resistenza dell’Ucraina contro l’invasione russa rappresenta una lotta cruciale per la difesa della libertà e dei diritti internazionali violati da Mosca.
Accanto a questi eventi, i problemi interni all’Ucraina, dalla corruzione ai licenziamenti di figure chiave, non devono far perdere di vista la necessità di sostenere l’esercito ucraino, fondamentale nella lotta contro l’aggressione straniera.
La visione dall’Artico pone in evidenza la crescente integrazione tra le nazioni europee e nordiche, come Norvegia, Svezia e Finlandia, che, insieme a Canada e Islanda, si configurano come bastioni per la salvaguardia degli interessi europei nella regione artica. Gli ufficiali canadesi sottolineano una crescente cooperazione con le navi europee, a differenza di quelle americane, riflettendo un cambio significativo nelle alleanze regionali.
La storia di questa regione è indissolubilmente legata al Vecchio Continente. I primi esploratori del Passaggio di Nord-Ovest furono britannici, e proprio da questo canale nel 1616, William Baffin e Robert Bylot iniziarono le loro esplorazioni. Non erano consapevoli che ci sarebbero voluti tre secoli prima che il Canale di Panama venisse aperto, sottolineando l’importanza storica e commerciale di questa rotta.
Oggi, il governo di Ottawa riconosce i popoli Inuit come i veri custodi e proprietari delle terre dell’Artico. Nonostante le complicazioni socio-politiche che affliggono questa regione, come le conseguenze degli spostamenti forzati degli anni Cinquanta, il territorio di Nunavut, istituito nel 1999, rappresenta un esempio di autogoverno che dovrebbe promuovere un equilibrio tra le tradizioni Inuit e le necessità nazionali.
Il 24 agosto, abbiamo costeggiato le alte scogliere verso Cummins Inlet, con ghiacciai che si ergono nel panorama. Il governo canadese ha tentato insediamenti forzati nella regione ma ha avuto risultati fallimentari. Proseguiremo verso il parco nazionale di Smilik, confermando la resilienza della natura anche di fronte agli interventi umani.
In conclusione, mentre ci dirigiamo verso sud, la navigazione tra i ghiacciai ci ricorda l’importanza di preservare l’ambiente e i delicati equilibri geopolitici che caratterizzano il nostro tempo.