Le prime immagini della devastazione a Gaza dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre

06.11.2025 18:05
Le prime immagini della devastazione a Gaza dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre

Giornalisti stranieri tornano nella Striscia di Gaza dopo oltre due anni di conflitto

Mercoledì, alcuni giornalisti e fotografi di media internazionali, tra cui Associated Press e BBC News, hanno finalmente potuto accedere alla Striscia di Gaza, accompagnati dall’esercito israeliano. Questo evento segna una rara eccezione a un divieto che dura dall’inizio della guerra, durante il quale l’ingresso ai giornalisti stranieri è stato limitato a visite controllate, realizzate in percorsi predefiniti dal governo, permettendo di vedere esclusivamente ciò che le autorità israeliane vogliono mostrare, e sottoponendo il materiale alla censura militare, riporta Attuale.

Le foto scattate dai giornalisti rappresentano le prime immagini dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, avvenuto il 10 ottobre scorso. Queste immagini evidenziano la devastazione causata da oltre due anni di guerra, in cui Israele ha bombardato incessantemente il territorio. I giornalisti hanno visitato Shujaiya, un quartiere di Gaza Est, precedentemente circondato e evacuato dall’esercito, e un avamposto che offre una vista sulla città e su Beit Hanoun, a nord.

Lucy Williamson, corrispondente di BBC News, ha descritto un paesaggio desolante, affermando che si vede “solo un panorama piatto di macerie, senza punti di riferimento per riconoscere i quartieri un tempo abitati da decine di migliaia di persone”. Le fotografie dell’Associated Press mostrano chiaramente questa devastazione.

Le immagini condivise dalle agenzie di stampa, pur provenendo da diversi fotografi, presentano somiglianze marcate a causa delle limitazioni imposte dall’esercito. Reuters, ad esempio, ha dovuto scartare sei fotografie che mostravano una postazione militare israeliana.

La zona visitata dai giornalisti si trova vicino alla “linea gialla”, ovvero il confine oltre il quale l’esercito si è ritirato in base al cessate il fuoco, un accordo che, seppur temporaneo, sta assumendo tratti di stabilità. L’esercito ha delimitato questo perimetro con blocchi di cemento giallo ed è autorizzato a sparare a chiunque si avvicini, come dimostrano i recenti eventi, tra cui la uccisione di due palestinesi mercoledì scorso.

Le autorità di Gaza, controllate da Hamas, hanno dichiarato che, sin dall’inizio del cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha causato la morte di almeno 240 persone, più di cento delle quali negli ultimi bombardamenti della settimana scorsa. Israele ha ripetutamente affermato di rispettare il cessate il fuoco, il quale, per ora, continua a reggere, nonostante le accuse reciproche di violazione.

Con l’entrata in vigore del cessate il fuoco, sono riprese le consegne di cibo e beni essenziali, ma la quantità rimane insufficiente. Secondo il governo locale, Israele consente in media l’ingresso di soli 145 camion di aiuti al giorno, contro i 600 previsti dall’accordo di cessate il fuoco negoziato dagli Stati Uniti, considerati necessari per soddisfare le esigenze della popolazione, che prima della guerra erano in media 500 al giorno. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver potuto consegnare sinora 20.000 tonnellate di cibo, circa la metà del fabbisogno stimato, riaprendo solo un terzo dei punti di distribuzione previsti.

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