Mirjana Spoljaric Egger: «Le guerre aumentano, le regole vengono ignorate, il nostro lavoro è più rischioso»

12.11.2025 22:05
Mirjana Spoljaric Egger: «Le guerre aumentano, le regole vengono ignorate, il nostro lavoro è più rischioso»

Il ruolo cruciale del Comitato Internazionale della Croce Rossa nei conflitti globali

DALLA NOSTRA INVIATA GERUSALEMME – Mirjana Spoljaric Egger, prima donna a presiedere il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), ha sottolineato l’importanza del rilascio dei prigionieri, dell’evacuazione dei civili e del rimpatrio dei soldati caduti come elementi fondamentali per avviare il dialogo in un conflitto. Queste operazioni richiedono un attore neutrale di fiducia per entrambe le parti, secondo quanto riportato Attuale.

Durante un’intervista in vista della consegna del Premio internazionale di giornalismo «Maria Grazia Cutuli», Egger ha descritto le operazioni di salvataggio che il suo organismo svolge, in particolare a Gaza, dove la situazione è estremamente delicata. «Le nostre operazioni sono pericolose e complesse, richiedendo il coordinamento con Israele e Hamas su diversi livelli», ha spiegato. Il personale Icrc affronta strade piene di ordigni inesplosi, operando a volte nel cuore della notte, per salvare vite e riunire famiglie. Questo, ha aggiunto, dimostra il ruolo cruciale di un intermediario neutrale nelle misure umanitarie nei conflitti.

Egger ha sottolineato che oggi ci sono circa 130 conflitti armati nel mondo, un numero aumentato rispetto agli anni precedenti. Conflitti più intensi e distruttivi richiedono un impegno maggiore nella protezione delle regole di guerra, che spesso vengono violate, generando un enorme bisogno umanitario. «Gli Stati devono garantire il rispetto delle regole di guerra e fare del diritto internazionale umanitario una priorità», ha affermato, evidenziando la necessità di coraggio politico per sostenere tali principi.

La neutralità del Icrc è stata spesso messa in discussione. Egger ha chiarito che non possono schierarsi in un conflitto dato che questo comprometterebbe la loro capacità di agire come mediatori umanitari. «La nostra neutralità salva vite, e ci vuole coraggio per sedersi al tavolo con chi viene condannato dal mondo», ha affermato. «Dobbiamo raggiungere chi è nel bisogno, indipendentemente dal lato del fronte in cui vive».

Infine, Egger ha evidenziato l’aumento degli attacchi contro operatori umanitari e giornalisti negli ultimi dieci anni. «Ogni attacco contro di loro è un tradimento delle regole internazionali che mirano a proteggerli», ha dichiarato, esprimendo preoccupazione per le violazioni delle leggi a protezione dei civili nei contesti di guerra.

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